Pensioni: 2016, anno della flessibilità in uscita

di Barbara Weisz

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Riforma pensioni, un tavolo per definire misure di flessibilità in uscita per la pensione anticipata, da inserirsi nella Legge di Stabilità 2017.

Dopo l’annuncio del Governo su riforma pensioni e misure di flessibilità in uscita da inserire nella prossima Legge di Stabilità, continua il dibattito: il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta punta a sfruttare fondi pensione e sistema bancario, sindacati confederali e Cesare Damiano, presidente commissione Lavoro Camera dei Deputati, insistono per l’apertura di un tavolo con le parti sociali. Il tutto, a margine del convegno “2016, l’anno della flessibilità in uscita“, nell’ambito della VI edizione della Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro (Napoli, 10-12 maggio).

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Baretta sottolinea come il Governo abbia «preso un orientamento definitivo mettendo in agenda la flessibilità in uscita»:

«siamo pronti a ragionare sulle modalità con le quali affrontare la questione: capire se e quante risorse deve immettere lo Stato per rendere la flessibilità possibile».

Il sottosegretario ritiene che:

«anche i fondi pensione e il sistema bancario debbano essere protagonisti» tra «le soluzioni più convenienti per il lavoratore che andranno conciliate però con la sostenibilità pubblica dell’operazione».

Secondo le anticipazioni, tra le ipotesi allo studio del Governo  emerge la proposta di pensione anticipata con assegno ridotto in base agli anni di anticipo, con una sorta di prestito pensionistico che il lavoratore percepisce dall’INPS, restituendolo quando matura la pensione. E’ qui che si studia l’intervento del settore privato, con forme di garanzia di questo anticipo pensionistico fornite dalle banche. Si tratta di un’ipotesi confermata dallo stesso premier, Matteo Renzi, che ha anche fornito alcuni particolari relativi a una norma allo studio sull’anticipo pensione chiamata APe.

Per i lavoratori che invece sopo disoccupati, si preparano misure di pensione anticipata finanziata dallo Stato, mentre nel caso di ristrutturazioni aziendali con esodo di lavoratori aziendali, si prevede la partecipazione delle stesse imprese.

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A questo punto si tratta di elaborare i dettagli delle misure ragionando assieme. Per questo, Damiano torna a chiedere che:

«il Governo convochi le parti sociali e apra al più presto un tavolo».

Richiesta, quest’ultima, a più riprese formulata anche dai sindacati confederali, che auspicano una convocazione in tempi brevi. Il segretario della CGIL, Susanna Camusso, esprime però una posizione critica nei conforti dell’ipotesi di intervento del privato, mentre la collega CISL, Annamria Furlan, insiste per misure che favoriscano anche l’ingresso nei giovani nel mercato del lavoro.

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