Conciliazione lavoro famiglia, il progetto “Fiocco in azienda”

di Noemi Ricci

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"Fiocco in azienda" agevola la conciliazione lavoro famiglia delle neo-mamme, aiutando le imprese a aumentare produttività e soddisfazione dei dipendenti.

Conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia, ottimi i risultati ottenuti dal progetto “Fiocco in azienda” lanciato un anno fa dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano insieme a Manageritalia e all’associazione “La Casa rosa”. Un’iniziativa dedicata alle mamme che lavorano, per aiutarle a conciliare maternità e lavoro, che rappresenta un’opportunità anche per le imprese che aderiscono.
Agevolare la conciliazione lavoro-famiglia consente infatti alle aziende di evitare di trovarsi di fronte ai sempre più frequenti abbandoni dei luoghi di lavoro per maternità (ad oggi il 27% in media in Italia) e quindi di mantenere alti i livelli di produttività, migliorare il clima aziendale, fidelizzare le proprie dipendenti e, non ultimo, di migliorare l’immagine dell’azienda verso l’esterno.

In sostanza il progetto è volto ad accompagnare le donne nel percorso di rientro al lavoro dopo la maternità, sostenendole dal punto di vista psicologico e fornendo loro informazioni in merito alle procedure legislative e amministrative da seguire per ottenere i congedi per maternità ed eventuali prolungamenti, ma anche sugli strumenti tecnologici oggi a disposizione per conciliare vita professionale e privata.

Dopo un anno di attività sono 35 le aziende che hanno aderito all’iniziativa, con soddisfazione sia da parte delle imprese che delle lavoratrici. Un successo per niente scontato, ha sottolineato la vicepresidente Manageritalia Marisa Montegiove: «la maternità costituisce ancora un delicato momento nel rapporto azienda-dipendente. La conciliazione fra vita lavorativa e famiglia è sempre più un tema globale e il nostro Paese è particolarmente aggravato dalla mancanza di cultura, di pregiudizi, di strutture adeguate. Il risultato è che in Italia un terzo delle donne abbandona il lavoro dopo il parto e circa la metà ha un rientro in azienda problematico. Il mondo del lavoro perde così professionalità e competenze e il calo demografico, già ai minimi nel nostro Paese rischia di diventare preoccupante e di farci perdere ancora più competitività».