Sto versando contributi volontari per la pensione inglese e contemporaneamente come lavoratore autonomo a partita IVA in Gestione Separata INPS, ho maturato altri 20 anni. Avendo già raggiunto il massimo di 35 anni di contributi inglesi e più o meno 25 anni di contributi versati in Italia potrò beneficiare della totalizzazione nel 2030, quando avrò 67 anni? Come sarebbero calcolate questi due pensioni dall’INPS qui in Italia, dove sono residente? La procedura è diversa da quella del cumulo gratuito?
Prima di tutto le faccio una premessa: se lei ha già raggiunto (come sembra) un diritto autonomo a pensione in ciascun paese, le conviene esercitarli separatamente: il calcolo sarà più favorevole ed ogni gestione le verserà la pensione maturata.
Detto questo, in linea generale i contributi versati in Gran Bretagna sono valorizzabili anche in Italia attraverso la totalizzazione internazionale: la Brexit non ha comportato modifiche in questo senso.
Questo strumento consente di considerare ai fini del diritto solo i versamenti che non si sovrappongono temporalmente. Quindi, se lei ha versato contributi alla gestione separata INPS negli stessi anni in cui pagava anche la previdenza britannica, non può sommarli. I periodi contributivi non coincidenti invece si possono cumulare. In pratica, deve considerare il periodo totale in cui ha versato contributi, a prescindere dal paese in cui li ha pagati.
Nel suo caso, ipotizziamo che lei abbia versati i 35 anni di contributi inglese fra il 1985 e il 2020. Se anche i contributi INPS ricadono nello stesso periodo, lei conteggerà in tutto 35 anni di contributi. Se invece ci sono contributi italiani al di fuori di questo periodo (ad esempio fra il 2020 e il 2025), questi allungano il requisito per il diritto a pensione.
In ogni caso, per la pensione di vecchiaia in Italia ci vogliono 20 anni e lei li ha già raggiunti. Lo stesso criterio si applica alla pensione britannica.
Determinato il numero di anni di versamenti, si procede al calcolo. E in questo caso valgono tutti i contributi versati.
Il meccanismo è diverso rispetto a quello del cumulo, in base al quale prima si calcola una sorta di pensione virtuale, sommando tutti gli anni di versamenti. Poi si parametrano i trattamenti agli anni di effettiva contribuzione alle due gestioni. Ognuna delle quali alla fine pagherà la rispettiva pensione.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz