Gli enti a supporto dell’internazionalizzazione

di Luca Bazzani

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Per cogliere al meglio le opportunità offerte dall'internazionalizzazione si può ottenere supporto, anche finanziario, da enti specializzati

Se pochi anni fa il Cliente più lontano per un’impresa si trovava al massimo a 100km, oggi probabilmente il più vicino si trova a migliaia di km di distanza. Per le Grandi Aziende, soprattutto se multinazionali o plurinazionali, non è un particolare problema. Il più delle volte dispongono già di filiali estere, per cui per l’Azienda l’internazionalizzazione non è un problema.

Per le PMI il discorso è decisamente differente. Date le dimensioni, di solito non dispongono di uffici esteri. E l’espansione su mercati esteri presenta notevoli difficoltà, nonostante le grandi opportunità che si offrono per prodotti di qualità Made in Italy. Fortunatamente vengono in soccorso delle PMI delle istituzioni o degli enti che corrono in aiuto delle aziende che vogliono svolgere attività al estero. Dal commercio alla consulenza, dalla copertura assicurativa all’apertura di nuovi impianti. Ovviamente l’accesso a tali enti è differenziato in base alla nazione verso cui l’Impresa rivolge la sua attenzione, in base al mercato di interesse e alla tipologia di aiuto di cui necessita.

Da un primo screening sulle possibili soluzioni di internazionalizzazione per aziende, un valido aiuto giunge dal ICE, Istituto del Commercio Estero. Di esso abbiamo già parlato, in aggiunta a quanto riportato, dal luglio 2007 offre, inoltre, libero accesso alla base di dati e informazioni disponibile sul proprio sito. Esiste anche una versione rivolta ad Aziende straniere interessate a investire o cooperare con Aziende italiane, Italtrade. La gestione è sempre ICE. Italtrade offre un’interessante opportunità per le aziende straniere che possono pubblicare sulla directory del sito le proprie proposte di collaborazione o fornitura. E diventa un’opportunità anche per le PMI italiane interessate a cercare partner commerciali o produttivi in altri Paesi.

Una rete istituzionale di supporto alle Imprese che desiderano delocalizzare sono gli EURO INFO CENTRE (EIC), presenti in molte città italiane presso differenti istituzioni locali (dalle Camere di Commercio a sedi locali di Confindustria). La mappa delle sedi locali è disponibile in un’apposita pagina del sito. Il target di riferimento sono proprio le PMI. Forniscono servizi di consulenza e assistenza che spaziano dalla fornitura di informazione alla consulenza per l’erogazione dei contributi offerti dall’UE. Si tratta di una rete sviluppata a livello europeo e ciò permette alle aziende di reperire informazioni e supporto senza recarsi nel Paese di interesse.

Per gli Imprenditori e le Aziende che intendono rivolgersi ai mercati dell’Est, (Balcani, Russia e fino alla Cina) è attivo Informest. Si occupa principalmente di consulenza alle Imprese, assistenza per la ricerca e la presentazioni di domanda di accesso ai fondi strutturali che permettono di ottenere finanziamenti per l’avvio di attività economiche nei diversi Paesi e anche assistenza per i Bandi della Banca Mondiale. Tra i soci fondatori la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, la Regione Veneto, l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero, l’Unione Nazionale delle Camere di Commercio (Unioncamere), la Regione Autonoma Trentino Alto Adige, la Provincia Autonoma di Trento.

Ma raccogliere informazioni di varia natura e ricevere consigli e consulenza non è sufficiente. Un aiuto operativo è sicuramente più importante. Molte volte è utile un partner importante per sviluppare un’attività all’estero. E per tale aspetto ci si rivolge frequentemente a SIMEST . Anche di tale ente si è parlato nel precedente editoriale. SIMEST interviene con un capitale proprio in una selezione di progetti partecipando al investimento nel capitale di rischio. Generalmente l’investimento di SIMEST nella nuova azienda consiste in una partecipazione fino al 25% del capitale sociale delle imprese estere. Tale investimento può avere una durata massima di 8 anni. I Paesi per cui il supporto di SIMEST è disponibile sono limitati da alcune condizioni (niente Paesi UE, devono sussistere accordi per la protezione degli investimenti con il Governo Italiano, avere vicinanza culturale con l’Italia e presentare una particolare rilevanza “geopolitica” per il Sistema Italia).

Nonostante esistano dei vincoli ai Paesi accessibili si può notare che, in pratica, sono accettati praticamente quasi tutti i Paesi Extra UE. SIMEST offre una consulenza estremamente personalizzata a ogni Impresa e ciò comporta che non esiste una modulistica vera e propria da compilare per accedere ai servizi. Si compila un’apposita check list e si contatta l’ente per verificare se la domanda è ammissibile. SIMEST analizza la situazione e fornisce una risposta alla richiesta di collaborazione (ed eventuale partecipazione). SIMEST partecipa alla delocalizzazione delle Imprese italiane anche in modalità differenti, ad esempio attraverso collaborazioni con fondi di venture capital (in tal caso la quota di capitale sociale detenuta congiuntamente da SIMEST e dal fondo può salire fino al 49%). Tale tipologia di intervento si applica, però, a un numero più limitato di Paesi. Come riportato nella precedente pubblicazione, offre assistenza e consulenza gratuita per la preparazione di domande di richiesta di contributi agli interessi sul finanziamento della quota di partecipazione dell’impresa italiana.

Non sono da dimenticare gli uffici attivati ormai dalla maggior parte degli Stati per attirare gli investimenti esteri diretti (IDE). Tali uffici, essendo dirette dipendenze delle amministrazioni locali, offrono un’adeguata assistenza e consulenza in quanto profondi conoscitori del mercato di riferimento. A titolo di esempio si riporta il caso dell’Estonia che si avvale di un ufficio a Tallinn e di un portale estremamente efficienti e con una gran quantità di informazioni utili, oltre a offrire assistenza e consulenza diretta per lo sviluppo di attività di business nel Paese. L’ente si chiama Investinestonia. Il grande vantaggio dell’Estonia consiste in una serie di agevolazione fiscali e nell’avvenuta adesione all’UE. Dato ciò, si applicano tutta una serie di normative al fine di evitare le doppie imposizioni e qualsiasi operazione tra Italia ed Estonia è considerata intracomunitaria, comportando di conseguenza notevoli semplificazioni nelle pratiche burocratiche.

Appena fuori dall’UE, ma geograficamente molto vicina all’Italia, Macedonia ha creato un’agenzia simile a quella estone al fine di sviluppare le attività economiche del proprio Paese. La Macedonia offre agli imprenditori uno degli stipendi medi più bassi d’Europa e al tempo stesso una delle imposizioni fiscali più lieve. Inoltre prevede al interno del Paese lo sviluppo di alcune zone di libero scambio, con la totale assenza di imposte. Al fine di propagandare la propria attività l’agenzia ha investito in un sito Internet istituzionale e in un’ampia campagna pubblicitaria che ha interessato alcune importanti riviste economiche, quali The Economist e altre. La vicinanza geografica costituisce uno dei motivi di maggiore interesse per le PMI italiane. In poche ore di viaggio è raggiungibile via terra. Ancora carenti, invece, i collegamenti aerei.

Tornando in Italia, le Camere di Commercio locali frequentemente offrono finanziamenti, incentivi e consulenza per l’internazionalizzazione delle Imprese grazie ad appositi uffici. Ad esempio la Camera di Commercio di Brescia ha creato un’Azienda, PRO BRIXIA, con l’obiettivo di aiutare le PMI e non solo nelle loro attività di internazionalizzazione. In particolare, è attiva nell’assistenza ed erogazione di contributi anche a fondo perduto per la partecipazione a fiere e missioni di penetrazione nei mercati esteri. La Regione Lombardia ha attivato un portale di supporto alle Imprese che intendono rivolgersi ai mercati esteri. Anche qui è possibile accedere a consulenza e assistenza per ottenere incentivi, senza dimenticare la partecipazione a missioni nei mercati esteri.

Esistono, quindi, enti o associazioni specializzati in determinati mercati o Paesi. Essi svolgono attività che vanno dal supporto al avvio di nuove imprese italiane all’attività di lobby a favore delle medesime. Ad esempio, per chi desidera rivolgersi al mercato rumeno è attivo un portale nato dalla cooperazione di realtà quali Confindustria, Confartigianato, Ance, Confagricoltura, la Federlegno-Arredo, le associazioni territoriali di Confindustria di diverse provincie del centro-nord e istituti di credito come la Banca Italo Romena, Unicredit, Simest. Anche in questo caso sono molteplici le tipologie di servizi offerti (iniziative di marketing associativo, sviluppo di forme di collaborazione tra le imprese italiane nel Paese, consulenza legale e amministrativa ecc ecc). La Romania, per vicinanza geografica e linguistica, si è affermata negli scorsi anni come uno dei partner commerciali e industriali più importanti per le PMI. In particolare nel distretto del Banato, la zona più occidentale del Paese, le imprese italiane presenti sono diverse migliaia, in maggior parte PMI (e in particolare di provenienza veneta).

Per gli Imprenditori che intendono rivolgersi ai mercati nei Paesi dell’Europa centro orientale e balcanica, nella Russia, nel Nord Asia e nei Paesi baltici e caucasici è molto interessante la collaborazione con FINEST. Finest partecipa finanziariamente con le imprese che attivano il processo di sviluppo del proprio business nei Paesi in questione. Per chi, invece, necessita di assistenza e copertura assicurativa sicuramente una proposta utile è SACE, azienda controllata dal Ministero dell’Economia che offre un’ampia gamma di prodotti e servizi assicurativo-finanziari per operare sui mercati internazionali. Offre anche assistenza nella fase di start up dell’Impresa. In definitiva, sono svariate le opportunità non solo di reperire informazioni aggiornate ma anche assistenza, finanziamenti e coperture assicurative per tutte le PMI.

Non ci sono più scuse per non portare la qualità tipica del Made In Italy che caratterizza la produzione e i servizi delle PMI italiane nei mercati esteri. Anche perché il Made in Italy è un valore aggiunto di cui solo le nostre PMI dispongono. Perché perdere l’opportunità?