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Pensioni, Quota 96 e APE a confronto

di Noemi Ricci

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Pensione anticipata: con la Legge di Stabilità 2017 arriva l'APE, il prestito pensionistico, ma resta anche l'uscita anticipata a 64 anni per i quota 96.

Nella bozza della Legge di Stabilità 2017 sono presenti anche le attese misure in tema di pensioni, con novità per la pensione anticipata.

APE

Viene infatti confermato l’APE, il meccanismo per l’uscita anticipata dal lavoro basato su un prestito pensionistico per autonomi e dipendenti sia pubblici che privati, da restituire con rate ventennali decurtate dall’assegno pensionistico pieno una volta maturato. La prestazione è erogata dall’INPS ma finanziata dalle banche, possono usufruirne coloro:

  • il cui futuro assegno previdenziale non sia inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, 700 euro circa;
  • abbiano almeno 20 anni di contributi versati e almeno 63 anni di età.

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Ad alcune categorie di lavoratori è riservata l’APE sociale, con rata pari a zero perché coperta dallo Stato fino a 1.500 euro di importo mensile. Per l’APE sociale sono richiesti 30 anni di contributi versati per disoccupati senza ammortizzatori sociali e per disabili e parenti di primo grado e conviventi di disabili. Sono invece richiesti 36 anni nel caso di contribuenti in costanza di lavoro che svolgono attività usuranti e gravose (almeno gli ultimi 6 anni di contributi versati devono riguardare attività pesanti)

Quota 96

Rimane la possibilità di pensionamento anticipato all’età di 64 anni per i soli lavoratori dipendenti del settore privato che hanno maturato entro il 2012 la vecchia quota 96 (60 anni e 36 di contributi oppure 61 anni e 35 di contributi, o eventuali frazioni di quota), agevolazione prevista dall’articolo 24, comma 15-bis del Decreto legge 201 del 2011 (Legge Fornero), senza penalizzazioni sulla pensione.

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Per le lavoratrici il requisito richiesto per accedere alla pensione anticipata a 64 anni è di aver maturato entro il 2012 60 anni di età e 20 anni di contributi. Da ricordare che il requisito anagrafico sta variando negli anni in base all’adeguamento alle aspettative di vita (dal 1° gennaio 2016, 64 anni e 7 mesi). La quota 96 fa inoltre riferimento ai soli contributi versati nella condizione di dipendente privato, se un lavoratore dipendente in passato ha versato contributi in qualità di autonomo, ad esempio, il requisito richiesto è quota 97, pena la perdita del beneficio.

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