ISEE e DSU 2020: facciamo chiarezza

di Redazione PMI.it

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Ai fini ISEE, dal 2020 nella DSU rilevano reddito e patrimonio del secondo anno precedente: novità, esempi e casi pratici per le domande 2019 ed anni successivi.

Punto primo: l’ISEE vale fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene chiesto. Punto secondo: è l’anno fiscale a cui si riferisce la DSU è il secondo precedente sia per il reddito sia per il patrimonio. Sono le due novità introdotte con il Decreto Crescita (articolo 4 sexies del dl 34/2019), su cui l’INPS ha fornito specifici chiarimenti per spiegare cosa cambia e per chi.

=> Decreto Lavoro: novità su ISEE

Il periodo di validità dell’ISEE per chi ha presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica, nel 2019 resta il prossimo 31 dicembre, mentre dal 2020:

la DSU ha validità dal momento della presentazione fino al successivo 31 dicembre.

Ma bisogna fare attenzione a una novità che riguarda invece l’anno di riferimento di redditi e patrimoni. I quali, in base alla nuova legge,

sono aggiornati prendendo a riferimento il secondo anno precedente.

La normativa precedente, invece, prevedeva per il reddito il secondo anno precedente, ma per il patrimonio la consistenza al 31 dicembre dell’anno precedente.

Risultato:

  • per le domande presentate nel 2019 continuano ad applicarsi le precedenti disposizioni, quindi si considerano i redditi percepiti nel secondo anno precedente e i patrimoni posseduti al 31 dicembre dell’anno precedente.
  • Per le domande presentate dopo il primo gennaio 2020 si applica la nuova validità anche ai patrimoni, equiparata ai redditi con riferimento al secondo anno precedente.

Per fare un esempio: nel caso di una domanda presentata nel 2020 il riferimento è al 2018 sia per redditi che per patrimoni; nel caso di una domanda presentata nel novembre 2019 il riferimento per i redditi è il 2017, mentre per i patrimoni rileva quanto posseduto al 31 dicembre 2018.