Fondo Pegaso avvia la RITA

di Barbara Weisz

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Gli iscritti al Fondo Pegaso possono già chiedere la rendita integrativa anticipata RITA, anche se a dieci anni dalla pensione di vecchiaia: domanda, regole, costi, e tassazione.

Muove i primi passi il mercato della RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata, con i fondi pensione che iniziano a recepire le novità adeguando statuti e regolamenti e pubblicando la modulistica per la richiesta della prestazione.

Il Fondo Pegaso (dipendenti imprese servizi di pubblica utilità) è fra i primi a partire, con la circolare applicativa 5/2018. Tra i chiarimenti più importanti, la possibilità di andare in pensione anticipata nel corso di percezione della RITA.

=> RITA al via, le regole applicative

La rendita integrativa anticipata è stata introdotta dalla manovra 2017 senza però decollare (era ancorata all’APE volontario, operativo da poche settimane).

La Legge Bilancio 2018 (commi 168-169 legge 205/2017) ha riformato lo strumento, rendendolo applicabile a tutti i lavoratori che sono al massimo a cinque anni dalla pensione.  Lo strumento consente di incassare il capitale accumulato presso la previdenza complementare, in tutto o in parte, sotto forma di rendita.

Secondo il Fondo Pegaso, si applicano due tipologie di RITA:

  • erogazione frazionata per un massimo di cinque anni: spetta ai lavoratori a cui mancano altrettanti anni alla maturazione della pensione di vecchiaia, con almeno 20 anni di contributi versati al regime previdenziale obbligatorio di appartenenza e cinque anni di appartenenza al fondo integrativo. Richiede la cessazione dell’attività lavorativa.
  • erogazione frazionata per un massimo di dieci anni: è accessibile ai disoccupati da almeno 24 mesi, che si trovano al massimo a dieci anni dalla maturazione della pensione di vecchiaia, con almeno cinque anni di contributi al fondo di previdenza complementare.

Per chiedere la prestazione, bisogna compilare l’apposito modulo e allegare l’estratto conto integrato INPS nel caso di cessazione con anticipo fino a cinque anni, l’attestazione del centro per l’impiego relativa alla disoccupazione per 24 mesi nel caso di erogazione fino a dieci anni.

L’attivazione costa 20 euro e si continuano a pagare quota associativa e costi relativi all’investimento. La Rita viene pagata in forma trimestrale anticipata. E’ possibile chiedere di trasformare in RITA l’intera posizione dell’assicurato oppure solo una parte. In quest’ultima caso, la somma che resta nella previdenza complementare continuerà a essere investita.

Come chiarito dalla circolare Covip, la RITA può essere revocata, in questo caso la posizione torna nel fondo di previdenza complementare. Questa opzione può essere esercitata una sola volta.

La RITA non è incompatibile con l’eventuale decisione del lavoratore di chiedere la pensione anticipata.

Nel caso in cui ci sia un contratto di cessione del quinto stipendio in essere al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il riscatto eventualmente chiesto dalla società finanziaria ha priorità rispetto alla RITA.

La somma che l’iscritto decide di destinare alla RITA continuerà a essere gestita dal fondo: in attuazione di quanto previsto dalla Covip, che prevede di investirla nel comparto più prudente, il Fondo Pegaso la investe nel comparto Garantito: non è prevista la garanzia di restituzione del capitale al pagamento delle singole rate. L’iscritto può dare un’indicazione diversa, la RITA deve comunque essere destinata a un unico comparto.

La tassazione è uguale a quella della previdenza complementare: aliquota al 15% che scende dello 0,3% a partire dal 16esimo anno di iscrizione al fondo pensione.