Il break-even point è un metodo di calcolo che consente di determinare le quantità di prodotto in corrispondenza delle quali i costi sostenuti nella produzione si eguagliano ai ricavi di vendita. Valori di produzione (e vendite) superiori al “punto di rottura” consentono all’impresa di ottenere degli utili, mentre valori inferiori indicano che l’impresa produce sostanzialmente in perdita.
Pur non privo di qualche limite (in una impresa che produce diversi prodotti, è necessario ripartire i Costi Fissi tra i diversi prodotti, cosa che non piace agli economisti sostenitori del “direct costing”!) il calcolo del “punto di equilibrio” è uno strumento utile per avere una indicazione, seppur “approssimativa”, circa le quantità da produrre e vendere per evitare che l’impresa operi in perdita.
In questo tutorial proponiamo un modello che consente di calcolare tale valore e di simulare, al tempo stesso, scenari operativi attraverso l’indicazione di valori previsionali.
Il modello è composto da quattro tabelle di tre colonne, disposte in sequenza; la colonna A è di tipo descrittivo, la colonna B è destinata ad accogliere i dati reali mentre, la colonna C dei dati previsionali.

Nell’intervallo B4:B8 della prima tabella, vanno indicati i dati che consentono il “calcolo del punto di equilibrio” (ovvero, il prezzo unitario di vendita, il costo variabile unitario, i costi fissi complessivi) e altri due dati (ovvero le quantità prodotte e le quantità massime producibili) che consentono di tenere sotto controllo il grado di sfruttamento della capacità produttiva (quest’ultimo dato dovrà, in sede di simulazione, non essere superiore al 100%).
Le quantità di equilibrio vengono calcolate nella cella B11 (relativa alla seconda tabella); la cella B12 visualizza, invece, il grado di sfruttamento della capacità produttiva in corrispondenza del punto di equilibrio.
Nelle celle dell’intervallo C4:C9 si possono indicare dei valori previsionali che consentono il calcolo del “nuovo” punto di equilibrio nella cella C11. Nell’esempio in figura, un incremento dei costi variabili unitari (da 15 a 16) determina un nuovo punto di equilibrio (cella C11) pari a 30.000 e un aumento del grado di sfruttamento della capacità produttiva che raggiunge ora il 50% (C12).

La terza tabella del modello riproduce, a partire dai valori indicati nella prima tabella, la situazione economica dell’azienda evidenziando il Risultato operativo corrente nella cella B21 e quello previsionale nella cella C21. Come si può osservare in figura, l’incremento dei costi variabili unitari ha determinato un abbattimento del Margine lordo di contribuzione (cella C19) di 40.000 che, a parità di costi fissi, si riflette sul risultato operativo di gestione (cella C21).
Nell’ultima tabella del modello vengono calcolate le quantità che consentono di conseguire un determinato risultato operativo (da indicare nelle celle B24 e C24) e viene visualizzato, per monitorare la fattibilità delle previsioni, il grado di sfruttamento della capacità produttiva a seguito delle scelte operate.
Dalla figura si osserva che per incrementare il risultato operativo di 20.000 (e quindi passare dall’attuale 120.000 a 140.000) è necessario, in base ai dati correnti, produrre 2.222 unità di prodotto in più (le quantità passano da 40.000 a 42.222, il valore della cella B25). I dati della colonna C indicano invece che, per ottenere un risultato operativo pari a quello attuale (inserito nella cella C24), supponendo soltanto la crescita dei costi variabili a 16 (inseriti nella cella C5), sarà necessario produrre 45.000 unità di prodotto (calcolati nella cella C25).
Nell’esempio riproposto in figura abbiamo ipotizzato, per semplicità di esposizione, soltanto la variazione dei costi variabili unitari ma è possibile modificare (nella colonna C della prima tabella) anche più parametri simultaneamente (ad esempio, si può ipotizzare un incremento del prezzo di vendita, una riduzione delle quantità vendute, un incremento dei costi fissi a seguito dell’acquisto di nuovi impianti, etc.).
Bravo! Esposizione completa, accurata, chiara, esauriente, complimenti, congratulazioni, Bravo!
Grazie, mi è stato molto utile, per me tanta teoria nel passato e poca pratica, con questo modello finalmente si ragiona. grazie ancora.
Grande
Bravo, molto ben fatto.
Una domanda:
Come posso adattare il modello al comparto Retail?
Nello specifico, vorrei sapere come posso modificare il modello, per riuscire a capire quanto fatturato dovrà fare un negozio (nello specifico un piccolo supermercato) per coprire i costi.
Quindi dato il fatturato previsto mensile, riuscirò a capire in quanto tempo la realtà retail copre i costi.
Grazie.
Marco
Ottimo lavoro, Grazie.
Enzo