Pensioni d’oro: come si calcola il taglio

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Antonio chiede

Vorrei sapere se il limite di 4000€ (o 4500€/5000€) per il ricalcolo contributivo si riferisce alla sola parte retributiva della pensione. Se una persona è andata in pensione nel 2016 con il sistema retributivo, maturando anche una quota contributiva dal 2012-2016, il limite vale solo per la parte maturata fino al 2012?

Barbara Weisz risponde

Il limite di reddito, che in base alla proposta di legge depositata alla Camera dai partiti di maggioranza è pari a 4500 euro netti al mese, si riferisce all’assegno previdenziale, non alla sola quota retributiva. In pratica, il taglio delle pensioni d’oro riguarda tutti coloro che hanno assegni superiore a 90mila euro lordi all’anno, ovvero 4.500 euro netti al mese.

La differenziazione fra parte retributiva e contributiva riguarda il ricalcolo della pensione, non l’importo dell’assegno. Quindi, chi percepisce pensioni superiori alle soglie sopra descritte subirà il ricalcolo (che consiste sostanzialmente in una riduzione) solo sulla parte retributiva della pensione, non su quella contributiva.

Se quindi, per esempio, un pensionato percepisce più di 90mila euro lordi all’anno, ma ha già la pensione calcolata interamente con il contributivo, non subirà alcuna decurtazione. Se invece ha una parte della pensione calcolata con il retributivo, avrà l’assegno ricalcolato con il sistema contributivo.

Nel caso da lei descritto (pensione calcolata con il retributivo fino al primo gennaio 2012, e poi con il contributivo), se l’assegno è superiore a 4500 euro mensili ci sarà il ricalcolo. Che riguarderà in effetti le quote retributive della pensione, riducendole in base al rapporto fra il coefficiente di trasformazione relativo all’età dell’assicurato quando è andato in pensione e quello corrispondente all’età riportata in apposita tabella contenuta nella proposta legge (e riportata qui sotto) per ciascun anno di decorrenza della pensione.