Regime dei minimi: anche per i praticanti

di Alessandro Vinciarelli

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Riforma del regime dei minimi: dal 2012 spazio ai giovani professionisti fino ai 35 anni, anche nel periodo di tirocinio o praticantato.

La Manovra Finanziaria 2011 recentemente varata contiene la tanto contestata riforma del regime dei minimi. Tra tante “brutte notizie”, una nota positiva per i giovani che svolgono attività di praticantato e tirocinio che prevedono l’adesione vincolante a professioni e albi. Anche per loro varrà il nuovo regime agevolato per l’avvio di attività professionale.

Si tratta di quelle libere professioni il cui iter comprende un periodo di pratica obbligatoria (avvocati, consulenti del lavoro, dottori commercialisti e così via).

Secondo la lettera b) dell’art. 27 della Manovra Finanziaria 2011, il periodo di tirocinio professionale obbligatorio non può intendersi come “mera prosecuzione dell’attività” escludendo i giovani dal regime dei minimi.

Dunque, quella del regime dei minimi si configura sempre più come una riforma orientata ai giovani, considerando che la legge di conversione prevede la decadenza del limite dei 5 anni per usufruire delle agevolazione in caso di contribuenti con meno di 35 anni di età.

Riassumendo, i giovani praticanti e tirocinanti potranno usufruire dei benefici fiscali derivanti dal regime dei minimi (imposta sostitutiva del 5% e non più il 20% al posto dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali) sia durante sia dopo la pratica, e fino al compimento dei trentacinquesimo anno di età, con la possibilità di permanere nel regime agevolato anche più di 5 anni.

Permane però il vincolo di non superare i 30.000 euro di ricavi o compensi e di non acquistare beni strumentali per più di 15.000 euro nel triennio.

Ricordiamo infine che il nuovo regime dei minimi contenuto nella Manovra finanziaria 2011 partirà dal 1° gennaio 2012.

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