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Soft skill: le competenze richieste in azienda

di Fabrizio Scatena

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Il ruolo dei lavoratori della conoscenza nei progetti innovativi ed il loro valore aggiunto in azienda: competenze richieste e integrazione nel team.

Per monetizzare un progetto tecnologico non bastano ingegneri, matematici o informatici. Imprenditori e Project Manager hanno ormai capito che serve integrare nel team risorse dotate di hardsoft skill: in questo modo si beneficerà del mix ottimale fra le conoscenze tecnico-metodologiche (hard), comportamentali e manageriali (soft). Che si tratti di un dispositivo, un software, una piattaforma di e-commerce o un’app, infatti, è necessario andare oltre le competenze che derivano da un formazione STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), inserendo nella squadra di lavoro marketers, sociologi, comunicatori, ecc.: “lavoratori della conoscenza” con formazione umanistica o delle scienze sociali, che in azienda si occupino di Comunicazione e Marketing, lavorando accanto ai “tecnici”.

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Le aziende del Web, ad esempio, cercano costantemente esperti di comunicazione da inserire come accountbusiness developer, per monetizzare con la pubblicità il lavoro svolto dalle risorse tecniche. Come spiega Bess Yount, dipendente Facebook:

«ho studiato a Stanford: laurea in comunicazione e master in sociologia. Ora sono una marketing manager di Facebook che batte al tappeto le PMI spiegando le opportunità offerte dalla nuova era della pubblicità veicolata dalle reti sociali».

Competenze

Chi ha una laurea umanistica o in scienze sociali e si è specializzato in comunicazione digitale, imparando a utilizzare strumenti tecnologici, è oggi una risorsa umana a valore aggiunto per le aziende di qualunque dimensione. Quali competenze e attitudini vanta? Cosa lo rende prezioso per i team di progetto? La creatività, l’empatia e lo storytelling.

  • La creatività tipica di un umanista o scienziato sociale si traduce in flessibilità nella risoluzione dei problemi, visione d’insieme dei processi, associazione proficua tra elementi eterogenei, soluzioni innovative e gratificanti che generano un output positivo.
  • L’empatia (più tipicamente femminile) è la skill critico dei prossimi anni, permette di comprendere stati d’animo e bisogni altrui, capire meglio colleghi, superiori e collaboratori e interpretare i desideri dei clienti (fondamentale nei marketing e nella vendita).
  • Lo storytelling è il saper persuadere raccontando la storia di un prodotto, un brand, un’azienda, creando contenuti multimediali e ricorrendo ad argomentazioni razionali inserite in una narrazione che sappia emozionare e convincere.

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Capitale umano

Un altro punto di forza su cui far leva per adattarsi a un processo socio-economico “dai caratteri darwiniani” è la crescente automazione in atto nei processi che caratterizzano il mondo del lavoro. Nei prossimi anni anche le professioni che richiedono un alto grado di capitale intellettuale corrono il rischio di essere soggiogate da questo trend, dinamica già integrate nel lavoro di commercialisti, avvocati e consulenti finanziari, grazie ad algoritmi che offrono risposte efficaci e pertinenti. 

Ci sono però caratteristiche proprie dei lavoratori della conoscenza che difficilmente saranno automatizzabili: competenze e capacità individuali, necessarie per gestire progetti tecnologici complessi. A queste risorse devono corrispondere adeguate tutele (sociali, previdenziali e retributive), visto il valore che assumono nei progetti innovativi.