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Riforma del Lavoro: gli emendamenti per le imprese

di Francesca Vinciarelli

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Confindustria ha convocato le imprese per trovare un fattore comune sugli emendamenti al ddl di riforma del lavoro da sottoporre in Parlamento: le richieste in un documento comune.

Le organizzazioni delle imprese italiane si sono incontrate per discutere della riforma del lavoro e trovare un punto comune sulle modifiche da sottoporre al Governo.

Obiettivo, definire una strategia condivisa sugli emendamenti al ddl di riforma del lavoro (modificato dal Governo rispetto alla bozza iniziale) da far presentare in Parlamento.

Il via libera al testo della riforma da parte della Commissione Lavoro in Senato è atteso per il 2 maggio, con il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti fissato al 24 aprile.

A convocare i rappresentanti di ABI, Ania, Alleanza per le Cooperative e RETE Imprese Italia PMI è stata la presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia, secondo cui siamo davanti a una «pessima riforma».

Sul tavolo ci temi caldissimi: flessibilità in entrata, i costi dei contratti a termine, la lotta contro l’abuso di alcune tipologie contrattuali, l’articolo 18 e le norme per il reintegro in caso di licenziamenti per motivi economici.

Flessibilità sui licenziamenti

«Ci pare che i punti critici siano piuttosto condivisi» ha dichiarato Marcegaglia. La speranza è «che quanto ha detto il sottosegretario Catricalà (ovvero che l’obiettivo è dare «una maggiore flessibilità in uscita per consentire una maggiore entrata nel mercato del lavoro e se le modifiche sono in questo senso, siamo disponibili ad accettarle» n.d.r.) rappresenti la volontà del Governo e dei partiti di maggioranza».

Esenzione contributo Aspi

La Federazione pubblici esercizi (Fipe) punta inoltre ad ottenere un allargamento della platea di esercizi su base stagionale che possono godere dell’esenzione dal pagamento del contributo Aspi dell’1,4% anche alle iniziative culturali, fieristiche, sportive e convegnistiche, perché anch’esse legate alla fluttuazione e alla ciclicità.

Partite IVA

Poi c’è anche la posizione dei liberi professionisti rappresentati dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro per i quali «le nuove norme che disciplinano le partita IVA mettono a rischio molti posti di lavoro».

Documento condiviso

«C’è un accordo tra noi: stiamo ragionando sul merito e  ci presenteremo al Governo con una posizione comune», ha confermato a margine dell’incontro il presidente di RETE Imprese Italia, Marco Venturi, che parla in rappresentanza delle PMI. Anche se l’incontro non ha ancora portato alla redazione di un documento comune, Venturi ha rivelato che si sta lavorando per questo: «dobbiamo lavorare su un documento e costruirlo, ma ancora non c’è niente di concreto e definito. C’è una volontà comune di chiedere una riforma che sia funzionale a tutte le imprese».

Medesima conferma, seppure più vaga, da parte dell’ABI. Il direttore generale Giovanni Sabatini, al termine dell’incontro, ha dichiarato che «la riflessione è in corso. Stiamo riflettendo insieme».