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Opzione Donna, si decide per la proroga

di Francesca Vinciarelli

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Entro fine settembre Governo e INPS dovranno tirare le somme sull'Opzione Donna e decidere sulla sua proroga.

Ancora aperta la possibilità di proroga dell’Opzione Donna prevista da un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 (articolo 1, comma 281 della legge 208/2015) che ha aperto alla possibilità di accedere al regime sperimentale anche dopo il 31 dicembre 2015, ma solo a patto di un residuo di risorse rispetto ai fondi stanziati dal Governo.

Tale possibilità di proroga dovrà essere comunicata da Governo e INPS entro il 30 settembre 2016 alle Camere sulla base dei dati relativi al monitoraggio della sperimentazione dell’Opzione Donna.

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Secondo recenti previsioni, per l’ottenimento della proroga, sarebbero necessari circa 2,5 miliardi di euro, così da dare accesso all’Opzione Donna a 36mila lavoratrici da qui al 2022.

L’Opzione Donna, lo ricordiamo, offre la possibilità alle lavoratrici dipendenti, anche del pubblico impiego, con 57 anni e 3 mesi di età (58 anni e 3 mesi le autonome) e 35 di contributi, di chiedere la pensione anticipata in cambio di un ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo, quindi meno conveniente. I requisiti devono, attualmente, essere maturati entro la data del 31 dicembre 2015, indipendentemente dalla data di decorrenza della pensione.

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Precisiamo che, per effetto del meccanismo delle cosiddette finestre mobili, la prima decorrenza utile della pensione si collocherà dopo 12 mesi (18 mesi le autonome) dalla data di perfezionamento dei requisiti.

 

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