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Pensione usuranti, scadenze 2017 per la domanda

di Barbara Weisz

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La domanda di certificazione INPS si presenta entro marzo o maggio 2017, a seconda dei requisiti: norme e procedura per lavori usuranti, in attesa di decreto attuativo.

I lavoratori che maturano nel 2017 o nel 2018 i requisiti per la pensione anticipata lavori usuranti introdotti dalla Legge di Bilancio devono presentare la domanda di accertamento del requisito quest’anno, con scadenze differenziate: nel primo caso (maturazione requisito nel 2017) entro il primo marzo, nel secondo caso (requisito nel 2018) entro il primo maggio. Lo prevede la Legge di Stabilità (comma 206), che oltre a prevedere nuovi benefici per la pensione anticipata lavori usuranti introduce i nuovi termini per la presentazione della domanda.

=> Lavori usuranti nella Legge di Stabilità

La scadenza di inizio marzo riguarda solo coloro che maturano nel corso del 2017 il requisito previsto, ovvero la quota 97,6 con almeno 35 anni di contributi. Quindi: età 61 anni e sette mesi e 36 anni di contributi, oppure 62 anni e sette mesi e 35 i di contributi). Dal 2018, la domanda andrà sempre presentata l’anno precedente alla maturazione del requisito, entro il 31 maggio. Quindi, in questo 2017, ma come detto entro fine maggio, devono presentare l’istanza anche coloro che matureranno la quota 97,6 nel 2018.

Attenzione: la domanda di accertamento del beneficio non è la domanda di pensione vera e propria, che potrà essere presentata solo dopo che l’INPS avrà risposto positivamente all’istanza di accertamento dei requisiti. I lavori usuranti sono quelli previsti dall’articolo 1 del Dlgs 67/2011, ovvero:

  • lavori in galleria, cava o miniera: mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori nelle cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • lavori nelle gallerie: mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2 fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;
  • lavorazione del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
  • lavori espletati in spazi ristretti: con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
  • lavori di asportazione dell’amianto: mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità.

=> Lavoro gravoso e usurante a confronto

La domanda va presentata all’INPS o all’istituto previdenziale di appartenenza: è atteso un decreto applicativo del ministero del Lavoro, entro inizio marzo, che introduca eventuali semplificazioni nella documentazione necessaria, ma le regole generali restano quelle fissate dal decreto 67/2011, in base al quale l’istanza va accompagnata da documentazione che attesti le caratteristiche del rapporto di lavoro e il possesso dei requisiti richiesti. Il comma 4 dell’articolo 2 del provvedimento prevede che se il lavoratore che possiede i requisiti presenta la domanda in ritardo rispetto ai termini previsti, slitti la data della pensione, fino a un massimo di tre mesi (nel caso in cui il ritardo sia superiore ai sei mesi). Altrimenti, la scadenza è posticipata di un mese se il ritardo è contenuto entro il mese, e di due mesi se il ritardo è fra uno e due mesi.

Ricordiamo che la legge di Stabilità elimina le finestre mobili di decorrenza della pensione che venivano prima applicate (12 mesi per i lavoratori dipendenti, 18 mesi per gli autonomi), e blocca fino al 2026 gli adeguamenti alla speranza di vita. Allentati anche i requisiti per rientrare nella platea (bisogna aver svolto il lavoro usurante per la metà della vita lavorativa, oppure per almeno sette degli ultimi dieci anni, prima invece bisognava essere impiegati nelle mansioni sopra indicate al momento della richiesta). Ed è stata introdotta la possibilità, per chi possiede anche il requisito per essere definito lavoratore precoce (un anno di contributi versati entro il compimento del 19esimo anno di età), di ritirarsi con 41 anni di contributi versati, a prescindere dall’età, nel caso in cui l’opzione sia più conveniente rispetto alla quota 97,6.

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