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Contratto di espansione: scivolo pensione al via

di Redazione PMI.it

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Regole INPS 2021 per l'attivazione dell'indennità di accompagnamento alla pensione dopo la stipula di un contratto di espansione.

Con la Circolare n. 48 del 24 marzo, l’INPS ha fornito le istruzioni per le aziende che voglio ricorrere al contratto di espansione per consentire lo scivolo pensionistico dei dipendenti a cui mancano al massimo 60 mesi per la pensione di vecchiaia o anticipata (5 anni), garantendo loro una indennità mensile (compresa contribuzione correlata) che a tutti gli effetti accopagna il lavoratore fino alla maturazione del trattamento previdenziale vero e proprio. L’obiettivo è favorire il ricambio generazionale in aziende che avviano programmi di riorganizzazione, ammettendo questa formula di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in deroga al blocco dei licenziamenti.

=> Scivolo pensione: i vantaggi per l'azienda

Il contratto di espansione

Lo strumento è attivabile, in via sperimentale, anche per il 2021. E solo per quest’anno, a causa dell’emergenza Covid, il consueto numero minimo di impiegati che l’azienda deve avere in organico scende da 1.000 a 500 unità, anche 250 in alcuni casi particolari (nelle ipotesi di aggregazione di imprese stabile con un’unica finalità produttiva o di servizi). Non è neppure dovuto il contributo addizionale. Il contratto di espansione la stipula con il Ministero del Lavoro e le associazioni sindacali. I dipendenti per i quali si chiede l’esodo anticipato devono essere assunti a tempo indeterminato e devono concordare l’uscita entro il 30 novembre 2021. Sono ammessi anche dirigenti e apprendistati di cui all’articolo 41, lett. b) e c), del decreto legislativo n. 81/2015.

=> Contratto di espansione senza contributo addizionale

La procedura di attivazione

Dopo la stipula dell’accordo e la comunicazione all’INPS secondo le procedure indicate nella Circolare, l’Istituto di previdenza certifica, per ciascuno dei lavoratori interessati, la prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia o anticipata. A questo proposito, il datore di lavoro è obbligato a presentare fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità delle indennità di cui si fa carico, che è pari al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro e decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di cessazione del rapporto stesso. N.B. Le domande sono accolte fino ad esaurimento fondi: 117,2 milioni di euro per l’anno 2021; 132,6 milioni per il 2022; 40,7 milioni per il 2023; 3,7 milioni per il 2024.

Al lavoratore viene inviata una comunicazione con importo, decorrenza e data di scadenza della prestazione, con l’avviso che, per accedere poi alla pensione vera e propria dovrà tempestivamente presentare la relativa domanda. Entro la data di scadenza dell’indennità, in pratica, il lavoratore deve fare domanda di pensione secondo le consuete modalità, perchè non è prevista la trasformazione d’ufficio della prestazione in pensione vera e propria.

L’indennità mensile

La prestazione è corrisposta per 13 mensilità, versate il primo giorno bancabile di ciascun mese. Tale indennità mensile, percepita dal lavoratore in veste di incentivo all’esodo, è assoggettata alla tassazione ordinaria, con applicazione d’ufficio della detrazione per redditi spettante. Le detrazioni per familiari a carico vengono invece attribuite previa dichiarazione dell’interessato.

=> Contratto di espansione: spetta solo indennità mensile

Nulla cambia con eventuali redditi da lavoro dipendente, autonomo o professionale: non è infatti prevista dalla legge alcuna incompatibilità con l’indennità mensile, anche in caso di percezione di redditi derivanti dallo svolgimento di attività lavorativa.

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