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Quota 100: boom di TFR per le PMI

di Barbara Weisz

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Con il boom di pensioni con la quota 100, nel 2019 le piccole imprese dovranno sborsare circa 1 miliardo di liquidazioni TFR: stime e andamento domande.

Un miliardo di euro di TFR per liquidare i dipendenti che nel 2019 andranno in pensione con la quota 100: è la cifra che dovranno pagare le piccole imprese in base ai calcoli sull’impatto della nuova forma di pensione anticipata basata su una platea ipotetica di 64mila lavoratori delle piccole e medie imprese pronti ad utilizzare subito la quota 100.

La stima parte dai numeri della Relazione tecnica che accompagna il decreto sulla quota 100 (dl 4/2019): platea dii 102mila dipendenti del settore privato di cui 36mila impiegati in in aziende con più di 50 dipendenti, con relativa liquidazione (Trattamento di Fine Rapporto) a valere sul Fondo di Tesoreria INPS.

=> I vantaggi della Quota 100: calcoli ed esempi

Resterebbero quindi 64mila TFR da erogare in favore di lavoratori addetti in imprese sotto i 50 dipendenti. Se si stima che un 15% dei lavoratori ha destinato il TFR a un fondo di previdenza complementare, restano circa 55mila liquidazioni, dal valore medio di 18mila euro (totale = un miliardo).

La stima sembra realistica, visti i numeri forniti dall’INPS sulle domande già pervenute: più di 50mila in meno di un mese, di cui quasi 20mila riguardano i dipendenti del privato. Dunque, il rischio è che le stime siano addirittura prudenziali.

Ipotizzando una quota fra il 60 e il 65% di dipendenti di piccole imprese (in linea con i calcoli della relazione tecnica sul totale della platea), si può calcolare che ci sono già circa 13mila dipendenti di piccole imprese che hanno presentato all’INPS domanda di pensione con la quota 100, in meno di un mese. Certo, la presentazione delle domande non proseguirà con la stessa progressione nei prossimi mesi, ma l’altissima adesione a questa nuova forma di pensione anticipata è stata subito confermata.

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Qualche altro dettaglio sulle domande fino ad oggi presentate. Fra le province, nettamente in testa Roma, a quota 4mila, seguita da Napoli e Milano, rispettivamente a 2mila 500 e 2mila domande. Per quanto riguarda le diverse tipologie di lavoratori, come detto quasi 20mila sono dipendenti del privato, oltre 18mila dipendenti pubblici, i commercianti superano quota 4mila, così come gli artigiani. C’è una netta preponderanza di uomini (oltre 40mila, contro circa 12mila donne).