Studi di settore: il Dipartimento delle Finanze fornisce i dati

di Roberto Grementieri

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Secondo l’analisi formulata dal Dipartimento delle Finanze sui dati relativi agli Studi di Settore 2007, le società  di persone registrano la redditività  più alta con 43.100 euro; seguono le società  di capitale con 38.900 euro e, infine, le persone fisiche il cui reddito medio è risultato di circa 26.300 Euro.

Considerando i settori economici, il reddito più basso spetta al Commercio (22.900 euro), mentre il più alto ai professionisti (43.400).
Le differenze emergono, inoltre, analizzando i dati su base geografica: il range va da un minimo di 21.500 nel Sud a un massimo di 37.700 nell’area Nord-Ovest.
La crescita dei redditi medi ha caratterizzato soprattutto il 2006 (+11%), mentre sono rimasti praticamente stabili nel 2007 (+0,32%).
A registrare i maggiori successi, nel 2006, il comparto manifatturiero (+17%), dei servizi (+14%) e del commercio (+13%).
Risultati non eguagliati nell’anno successivo e che hanno evidenziato una lieve decrescita nel commercio (-1%).

Anche i redditi dei professionisti hanno avuto un andamento altalenante: +4% nel 2006, -4% nel 2007.

I ricavi/compensi medi dei contribuenti non congrui e non adeguati analizzati per natura giuridica, risultano quasi sempre più bassi rispetto a quelli dei soggetti congrui naturali o per adeguamento: lo scostamento va da un -30% delle società  di capitali ed enti al -17% delle società  di persone.

Dato più elevato, invece, per le persone fisiche con ricavi/compensi dichiarati oltre 30.000 Euro dei contribuenti non congrui rispetto a quelli congrui (+16%).

Più nette le differenze tra il reddito medio dichiarato dai soggetti non congrui e non adeguati rispetto a quello dei soggetti congrui naturali o per adeguamento, soprattutto per quanto riguarda le società  di capitali ed enti (-98% dei non congrui rispetto ai congrui), seguite dalle società  di persone (-73%), in ultima posizione le persone fisiche con un divario intorno al -58%.

Per i professionisti la redditività  passa dal 58,1% dei congrui al 33,2% dei soggetti non congrui, nel settore dei servizi scende dal 17,6% dei congrui al 4,5% dei soggetti non congrui, nel comparto manifatturiero dall’11,1% dei congrui crolla all’1,6% nel caso di soggetti non congrui, nel commercio la redditività  scende dall’8,4% dei congrui al 2% dei non congrui.