Riforma Pensioni con anticipo pensione integrativa

Riforma Pensioni: dopo l'APE il Governo ipotizza RITA - Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, sfruttando la pensione integrativa per finanziare la flessibilità in uscita.

Prende forma la Riforma Pensioni in arrivo con la Legge di Stabilità 2017: l’ultima novità è RITA, ovvero Rendita integrativa temporanea anticipata, riservata a lavoratori iscritti a un fondo di previdenza complementare, che potranno incassare parte della pensione integrativa riducendo così l’impatto dell’APE (Anticipo Pensionistico), che consente invece di ritirarsi con tre anni di anticipo rispetto al requisito per la pensione di vecchiaia, restituendo l’anticipo quando si matura l’assegno pieno.

In pratica,  il Governo studia metodi per rendere strutturale la flessibilità in uscita sfruttare soluzioni che riducano i costi vivi per lo Stato. Il contributo della pensione integrativa consentirebbe infatti di ridurre il ricorso L prestito privato: come è noto, la misura prevede che il trattamento di anticipo pensionistico sia finanziato attraverso un prestito bancario.

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Le nuove anticipazioni di stampa sulla Riforma Pensioni 2016-2016 consentono DUNQUE di fare il punto sul lavoro dei tecnici di Palazzo Chigi.

L’anticipo pensionistico è finanziato dalle banche con un prestito individuale assistito da un’assicurazione contro i rischi di non restituzione (che copre l’istituto di credito in caso di decesso del pensionato prima del rimborso integrale), senza garanzie pubbliche. E’ destinato a lavoratori con almeno 63 anni (nati dal 1951 al 1953) compresi i dipendenti pubblici: quando si va in pensione, si restituisce il prestito in 20 anni.

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La decurtazione sulla pensione potrebbe essere del 3-4%, ma questo è uno dei capitoli ancora aperti. L’Esecutivo sta anche predisponendo un meccanismo di detrazioni fiscali per compensare il taglio sulla pensione. Le agevolazioni saranno più consistenti per i redditi bassi, con l’obiettivo di azzerare o quasi l’impatto della decurtazione della pensione, e vanno invece a decrescere con il salire della pensione.

Ricordiamo che il meccanismo allo studio prevede il prestito pensionistico finanziato dalle banche per la pensione anticipata volontaria, un trattamento finanziato dallo stato per i disoccupati, mentre se la fuoriuscita dal mondo del lavoro avviene in seguito a ristrutturazione aziendale, la flessibilità in uscita è a carico dell’impresa. In quest’ultimo caso, per esempio, le agevolazioni fiscali saranno più basse. Infine, sono allo studio misure per lavoratori autonomi, totalizzazione, riscatto della laurea, accorgimenti per i lavori usuranti.

=> Riforma Pensioni, governo e sindacati al lavoro

Come è noto, sulla Riforma Pensioni il Governo ha aperto un tavolo di confronto con i sindacati, che si sono già espressi in modo contrario all’anticpo finanziato dalle banche. Su questo linea anche il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, secondo cui «l’ufficiale pagatore dell’anticipo pensionistico deve essere l’INPS, non una banca, e gli anni di anticipo, devono essere almeno quattro, e non tre come propone il Governo. Quanto alle penalizzazioni sulla pensione, la proposta Damiano prevede che fino a 2mila euro mensili non si possa superare il 2%. Infine, richiesta di includere anche i lavori precoci, quindi di estendere la possibilità di anticipo pensione a coloro che maturano la pensioni di anzianita, non solo quella divecchiaia, nei prossimi tre anni.

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