Via libera al domicilio digitale

di Redazione PMI.it

scritto il

Nel nuovo CAD viene sancito il diritto di cittadinanza digitale: ecco tutte le novità approvate dal Governo.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato tre provvedimenti legislativi che introducono disposizioni integrative, ma anche correttive, a quanto previsto inizialmente dai decreti di attuazione della riforma della PA. Il decreto siglato dal CdM apporta alcune modifiche relative al Codice dell’amministrazione digitale (CAD), al fine di dotare cittadini, imprese e amministrazioni di servizi e strumenti che possano “rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale“.

=> Il domicilio digitale nel nuovo CAD

Si parla, nel dettaglio, del rafforzamento del concetto di “carta di cittadinanza digitale” proprio per attribuire a cittadini e imprese il diritto a ottenere una identità e a un domicilio digitale, in modo tale da consentire la fruizione dei servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, da permettere la partecipazione ai procedimenti amministrativi in modalità elettronica e a rendere possibili i pagamenti online.

=> Spid: come funziona l’identità digitale

Lo stesso decreto sottolinea l’impegno nella valorizzazione del patrimonio informativo pubblico per garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici, adottando soluzioni innovative di Data Analysis.

«L’aggiornamento del Cad – sottolinea il Commissario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Diego Piacentini – è un pilastro della riforma della Pubblica Amministrazione voluta e diretta da Marianna Madia, ministro della Funzione Pubblica con delega all’innovazione, il cui testo è il risultato di una collaborazione preziosa, riuscita, irrinunciabile tra i suoi uffici, il Team per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Agenzia per l’Italia Digitale. Che lo si condivida o no il contenuto delle nuove regole è il risultato di un gioco di squadra tra tecnici di estrazione diversa, giuristi e informatici, accomunati da un solo obiettivo, anzi quasi un’ossessione: semplificare le regole per semplificare la vita dei cittadini.»