SCIA: in arrivo i modelli standard

di Francesca Vinciarelli

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Modelli standard per la SCIA e snellimento procedure: ecco i primi modelli unici regionali e le novità in arrivo per le imprese dell'edilizia.

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), avrà d’ora in poi un modello standard valido sull’intero territorio nazionale, da usare per la dichiarazione al Comune di inizio dei lavori o per avviare, modificare e cessare un’attività produttiva, senza aspettare i 30 giorni previsti nella DIA (Dichiarazione di inizio attività).

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Si tratta di una importante semplificazione in materia di edilizia annunciata dal ministro per la Pubblica Amministrazione Gianpiero D’Alia, in fase di presentazione delle linee programmatiche alle Commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera.

La norma sulla SCIA propone la standardizzazione dei modelli a livello regionale: fino ad oggi, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Provincia di Trento hanno già approvato i modelli unici regionali.

La nuova disciplina prevede la standardizzazione dei  moduli per i titoli abilitativi e l’acquisizione della SCIA come titolo principale in sostituzione della DIA, lasciando al Comune in compito di vigilare sull’intero processo edilizio.

In sostanza si tratta di una autocertificazione corredata da asseverazioni e attestazioni da parte di tecnici abilitati: l’amministrazione può eventualmente bloccare le attività entro 60 giorni dal loro avvio (o successivamente in caso di pericolo di danni per il patrimonio culturale e artistico, per la salute, l’ambiente e la sicurezza pubblica).

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Tra le misure per la semplificazione della disciplina edilizia, oltre alla standardizzazione del modello SCIA, si prevede anche il rafforzamento degli sportelli unici per l’edilizia e lo snellimento delle procedure.

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