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Manovra finanziaria: riforma pensioni di sacrifici per imprese e professionisti

di Noemi Ricci

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La riforma delle pensioni prevista dalla manovra Monti implica doppi sacrifici per i professionisti e imprese artigiane, agricole e del commercio: requisiti più stringenti e aliquote contributive maggiorate.

La manovra finanziaria Monti è diventata legge il 22 dicembre con approvazione in Senato (dopo che il Governo vi aveva posto la questione di fiducia) e firma del Presidente della repubblica Napolitano con contestuale invio per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale; con essa è stata dunque varata anche la riforma delle pensioni, e per i professionisti e le imprese artigiane, agricole e del commercio non mancano spinose novità.

In primis per i lavoratori autonomi: infatti, la manovra finanziaria Monti, con la riforma delle pensioni messa a punto dal ministro Elsa Fornero, prevede sacrifici sul fronte previdenziale, che per le partite IVA raddoppiano.

Aumento aliquote contributive

Il primo sacrificio è l’aumento dei contributi di finanziamento dell’agognata pensione. Le aliquote contributive che gli iscritti nelle gestioni pensionistiche di artigiani, commercianti e coltivatori diretti devono versare all’INPS saliranno in maniera progressiva a partire dal 1° gennaio 2012.

Stabilito un +1,3% nel 2012 (per la fascia attualmente al 20% si passa al 21,3% e dal 21% al 22,3%).

Dal 2013 si salirà del +0,45%, fino a raggiungere quota 24% nel 2018. Questo vale anche per coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti all’Inps.

Dal 2018, inoltre, verrà eliminata l’aliquota ridotta per i lavoratori di età inferiore a 21 anni e verranno azzerati i vantaggi contributivi per i coltivatori diretti che svolgono la propria attività in zone svantaggiate.

Aumento contributi per parasubordinati

Entrano in vigore dal 1° gennaio 2012 anche gli aumenti per gli iscritti alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati come previsto dalla manovra finanziaria  approvata la scorsa estate dal precedente Governo.

Il nuovo decreto legge 201/2011 concede però ai professionisti privi di albo e cassa di categoria le tutele di indennità economica in caso di malattia e di maternità, al pari dei collaboratori coordinati e continuativi.

Pensioni più lontane

L’ultimo sacrificio, per tutti i lavoratori, è ovviamente il tempo di permanenza nel mondo del lavoro prima di maturare i requisiti per la pensione.

Regola che non si applica ai lavoratori che raggiungeranno i requisiti previsti dalla precedente normativa entro il 31 dicembre 2011.