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Previdenza complementare: questa sconosciuta

di Francesca Vinciarelli

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Rapporto Censis sulla previdenza complementare: nonostante le scarse prospettive per la pensione, in pochi si affidano alla previdenza integrativa, in molti caso perché non si fidano.

Nonostante l’incertezza creata nei lavoratori italiani dalla riforma delle pensioni – evidenziata dal rapporto Censis “Promuovere la previdenza complementare come strumento efficace per una longevità serena” – il ricorso alla pensione integrativa è scarso.

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Riforma Pensioni e Lavoro hanno creato negli Italiani la convinzione di ricevere in vecchiaia un assegno previdenziale insufficiente e la preoccupazione di perdere il posto  (quindi oltre alla contribuzione anche lo stipendio) non lascia pensare di avere sufficienti risorse per andare avanti, se non con l’aiuto di strumenti aggiuntivi.

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Strumenti che però quasi mai corrispondono alla previdenza complementare, come invece si sarebbe portati a pensare: da una parte perché non vi sono sufficienti informazioni in merito, dall’altra perché vi è la preoccupazione di non riuscire a sostenerla.

Il 19% di lavoratori teme di non riuscire a costruirsi fonti integrative di reddito quali la pensione complementare.

Il 41% dichiara di non poterselo permettere, il 28% non si fida, il 19% pensa che sia troppo presto per pensare alla pensione, il 9% preferisce lasciare il TFR in azienda.

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Gli Italiani dimostrano maggiore fiducia nel “fai da te”, che nel 70% dei casi corrisponde all’acquisto diretto di strumenti finanziari, ad investimenti immobiliari o a polizze assicurative.

La previdenza complementare viene scelta solo dal 16,5% dei lavoratori italiani e solo il 27% ne ha una conoscenza dettagliata, gli altri la conoscono poco o non la conoscono affatto. Perrcentuali piuttosto distanti da quanto previsto dal Governo, che vorrebbe individuare nella pensione integrativa il secondo pilastro del sistema previdenziale italiano, sottolinea il rapporto Censis.

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Quest’ultimo individua poi i canali informativi dei lavoratori in tema previdenziale: il 47% dei dipendenti pubblici ed il 36% di quelli privati si rivolgono ai sindati; gli autonomi si rivolgono agli assicuratori (23%) e alle banche (20%); per i dipendenti privati un importante punto di riferimento è rappresentato anche dai datori di lavoro (13%); non poteva poi mancare internet, consultato dal 15% dei lavoratori.