Esodati, il Pd prepara un progetto di legge

di Barbara Weisz

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La settimana prossima dibattito alla Camera, la maggioranza cerca un accordo. Bersani (Pd) annuncia un progetto di legge. Entro fine maggio il decreto del Governo, che copre solo 65mila persone, su una platea che secondo i sindacati arriva a 300mila.

Spunta anche l’ipotesi di una proposta di legge, a firma del Pd, nella questione degli esodati, mentre si attende il decreto che il ministro del Lavoro Elsa Forneroha dichiarato di aver già firmato e inviato a Palazzo Chigi, e che quindi si attende entro fine mese.

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani si aggiunge a coloro, sindacati in primis, che criticano il provvedimento e annuncia che il capogruppo Cesare Damiano sta lavorando a un progetto di legge.

Il problema è sempre quello relativo alla platea degli esodati: sono 65mila quelli “coperti” dal decreto ministeriale, ma è più lato il numero di coloro che hanno firmato accordi per lasciare il lavoro e poi per effetto della riforma delle pensioni sono rimasti in un limbo, senza stipendio né pensione. Sul tema esistono stime diverse, secondo i sindacati i lavoratori esodati sarebbero addirittura 300mila.

Dichiara Bersani: «ne abbiamo parlato con Monti e ci è stato detto che il problema sarebbe stato risolto, ma per un congruo numero di persone non è ancora così. Noi stiamo facendo una nostra proposta di legge, ci sta lavorando il capogruppo Cesare Damiano. La questione va assolutamente risolta, non può essere liquidata dicendo che arriviamo fin qui perché le risorse sono queste e lasciarne anche uno solo fuori non è accettabile, perché in ogni caso avrebbe ragione lui».

Il motivo per cui il decreto del Governo copre solo 65mila persone riguarda, appunto, le risorse: c’è una copertura di 5 miliardi di euro, e quindi è stato limitato il perimetro in base a questo importo.

Un criterio inaccettabile secondo i sindacati, che invece chiedono un provvedimento che copra tutti i lavoratori interessati da accordi. Una posizione che trova l’appoggio del Pd.

La prossima settimana ci sarà un confronto alla Camera fra partiti della maggioranza, che sentiranno i sindacati, per cercare una soluzione.

Il problema maggiore sembra riguardare i lavoratori che hanno firmato accordi entro il 4 dicembre 2011 e sono stati autorizzati alla contribuzione volontaria fino alla fine del 2013. Il decreto ne copre 10.250, ma secondo le stime che circolano sarebbero in realtà circa 200mila (ci sarebbero quindi 190mila esclusi).