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Pensioni INPS, le prime 150mila buste arancioni

di Francesca Vinciarelli

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Le dichiarazioni del presidente INPS, Tito Boeri, in merito all'arrivo delle buste arancioni contenenti informazioni e stime sull'importo della pensione futura.

Arriveranno entro la fine di aprile 150 mila buste arancioni INPS, lo ha assicurato il presidente dell’Istituto, Tito Boeri. Si tratta delle lettere inviate dall’INPS per fornire ai contribuenti una simulazione della pensione futura, importo e data di uscita del lavoro. Secondo quanto dichiarato da Boeri a margine del suo intervento al Graduation day all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, le prime buste arancioni partiranno già in settimana.

=> Busta arancione INPS: come funziona

Le informazioni contenute saranno ovviamente solo quelle di base stimate su una carriera lavorativa e contributiva ipotizzata senza “buchi” e una crescita, forse ottimistica, del PIL pari al +15% (andamento indicato nelle stime della Ragioneria Generale dello Stato. In merito Boeri dichiara:

«Noi ci allineiamo alle previsioni della Ragioneria generale dello Stato, che peraltro sono concordate a livello europeo, quindi lo scenario di riferimento di base sulla crescita di lungo periodo è quello».

Accedendo al sito INPS e all’applicativo “La Mia pensione INPS” è tuttavia possibile simulare anche altri scenari personalizzati, ad esempio impostando la crescita del PIL all’1%:

«Invitiamo le persone che ricevono la busta arancione – prosegue Boeri – ad andare sul sito dell’INPS, coloro che hanno già il PIN dell’INPS lo possono già fare per fare tutte le simulazioni che sito».

=> Calcolo pensione futura, tutte le stime INPS

In questo modo i lavoratori possono accedere alle informazioni relative alla carriera contributiva passata, ovvero l’estratto conto contributivo, verificando anche che i dati siano esatti, quindi visualizzare:

«Il rapporto tra i contributi versati e la pensione futura, quando sarà possibile andare in pensione e chiaramente mettiamo in luce il legame tra l’andamento dell’economia italiana, quindi crescita economica e pensioni future. Credo che questo sia molto molto importante». «In Italia – conclude Boeri – c’è purtroppo una bassa cultura previdenziale e una bassa consapevolezza finanziaria soprattutto tra le giovani generazioni che sono quelle oggi più responsabilizzate dalle nuove regole del sistema previdenziale. Loro vogliono veramente saperne di più e pensiamo che questo servizio li spingerà ad acquisire più informazioni e a interessarsi di più».

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