Pensioni 2023: come funziona la Quota 103

di Barbara Weisz

In Legge di Stabilità 2023 c'è la nuova Quota 103 per la pensione a 62 anni con 41 di contributi: assegno entro 5 volte il minimo fino a 67 anni.

La Quota 102 diventa Quota 103, con il rialzo del requisito contributivo a 41 anni mentre quello anagrafico resta a 62 anni. La vera novità è l’importo massimo dell’assegno a cui si accede, che fino al momento in cui si maturano i requisiti di vecchiaia, non potrà essere superiore a cinque volte la pensione minima.

Quindi, la pensione con Quota 103 non potrà superare i 2.850 euro lordi al mese fino a 67, o comunque fino al raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia, quando si potrà ricevere la pensione effettivamente maturata, qualora fosse di importo superiore.

Vediamo dunque come funzionerà questa nuova forma di flessibilità in uscita inserita in Legge di Bilancio e per quale platea di beneficiari è riservata.

Requisiti pensione Quota 103

La nuova Quota 103 consente di ritirarsi ai 62enni che hanno almeno 41 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2023, trattandosi di una misura sperimentale destinata ad essere poi inglobata con eventuali modifiche nella riforma pensioni, che il Governo definirà entro la fine del prossimo anno.

La platea dei potenziali beneficiari è di circa 48mila persone.

Non sono previste penalizzazioni sul sistema di calcolo della pensione (non  ‘è ricalcolo contributivo pieno) e dovrebbero essere confermate le regole applicate finora a Quota 100-102, ossia le finestre mobili di uscita pari a 3 mesi nel settore privato e 6 mesi nel settore pubblico. Scatta però la limitazione sull’importo massimo dell’assegno che si può percepire dai 62 anni fino ai 67 anni, quando cioè si matura la pensione di vecchiaia: il vincolo è la misura del trattamento fruibike, non superiore a cinque volte la pensione minima.

Calcolo assegno Quota 103

Contrariamente alle precedenti quote (salvo modifiche parlamentari, tuttavia poco probabili viste le esigue coperture finanziarie), si introduce dunque una  limitazione sull’assegno previdenziale:

  • chi sceglie questa formula di pensione anticipata non potrà percepire una pensione superiore a cinque volte il trattamento minimo fino al momento della maturazione della pensione di vecchiaia; a quel punto, automaticamente, l’assegno è ricalcolato e versato in misura piena;
  • i lavoratori che hanno maturato un assegno inferiore al tetto non subiscono pertanto limitazioni e prendono fin da subito l’assegno previdenziale pieno.

 Chi matura i requisiti per la Quota 103 ma resta al lavoro, accedere a una contribuzione agevolata in busta paga, con uno sgravio al 10% circa.

Rivalutazione pensione minima

L’importo massimo della pensione mensile è di 2.850 euro lordi. Si arriva a questa cifra considerando che il trattamento minimo è oggi di 524 euro ma che, dal 1° gennaio – per effetto della perequazione rafforzata dalla Legge di Bilancio – si rivaluta del 120% (con indice provvisorio 7,3%), si arriva a una pensione minima 2023 di 570 euro lordi.

Altre Quote ancora valide

La legge di Stabilità entrerà in vigore, come di consueto, il primo gennaio, quindi la quota 103 potrà essere applicata da quel momento (con le eventuali modifiche previste nel corso del passaggio parlamentare). E’ importante sottolineare che restano utilizzabili, per chi ha maturato il diritto nei tempi previsti, anche la quota 100 e la quota 102. Tutte le disposizioni in questione prevedevano in effetti la cristallizzazione del diritto. La quota 100 prevede 62 anni di età e 38 di contributi, entrambi requisiti da maturare entro il 31 dicembre 2021, la quota 102 invece 38 anni di contributi e 63 anni di età entro la fine del 2022. I lavoratori che hanno maturato questi requisiti entro fine 2021 o fine 2022, continuano a poter applicare rispettivamente la quota 100 e la quota 102, anche se fanno domanda nel 2023, o in un momento successivo.