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Contratto di espansione: regole per la pensione anticipata

di Barbara Weisz

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INPS, come applicare il contratto di espansione 2022-2023 in aziende con almeno 50 dipendenti: requisiti pensione lavoratori e per datori di lavoro.

Il contratto di espansione non può essere applicato per raggiungere la pensione con Quota 102 e i licenziamenti nell’ambito dei piani di esodo 2022 devono avvenire entro fine novembre (stesse date nel 2023): sono alcune delle precisazioni contenute nella Circolare INPS 88/2022 con le istruzioni per la proroga contenuta nella Legge di Bilancio.

La Manovra (comma 215 della legge 234/2021) ha prorogato il contratto di espansione (modificando l’articolo 41 del dlgs 148/2015) anche per gli anni 2022 e 2023, estendendolo alle imprese con più di 50 dipendenti (fino all’anno scorso, il limite era di 100 unità).

Le agevolazioni del  contratto di espansione

Il contratto di espansione permette di incentivare l’esodo, su base volontaria, di lavoratori a cui mancano al massimo cinque anni alla pensione. L’azienda paga un trattamento pari alla pensione maturata al momento della cessazione del rapporto, fino al momento in cui il lavoratore non raggiunge il requisito pieno per la pensione vera e propria.

Il contratto di espansione prevede anche un’altra possibilità, ovvero quella di utilizzare fino a 18 mesi di cassa integrazione. In entrambi i casi, ci deve essere un piano di rilancio e riqualificazione del personale. L’impresa che sceglie la forma del prepensionamento, deve fare nuove assunzioni (almeno una ogni tre uscite anticipate). E’ sempre necessario che tutti i dettagli siano inseriti in un piano, da presentare la ministero del Lavoro.

Requisiti per la pensione anticipata di 5 anni

L’incentivo all’esodo può riguardare solo lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, a cui mancano al massimo cinque anni alla pensione di vecchiaia o anticipata. Sono incluse forme specifiche di pensione, come la pensione anticipata di vecchiaia per il personale viaggiante (articolo 3, comma 1, lettera b, decreto legislativo 414/1996), e la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità non inferiore all’80% (articolo 1, comma 8, decreto legislativo 503/1992). Sono invece escluse la Quota 102 e l’Opzione Donna. Quindi, non si può applicare questa forma di prepensionamento a coloro che maturano il requisito per la Quota 102 entro la fine del 2022 o dell’Opzione Donna entro il 31 dicembre 2021, e che desiderano restare altri cinque anni al lavoro.

Attenzione: per la maturazione del diritto a pensione, si tiene conto degli incrementi delle aspettative di vita. Nel momento in cui viene firmato il contratto di incentivo all’esodo, questi si stimano in via prospettica. Nel caso in cui poi gli effettivi adeguamenti siano difformi da quelli previsti, si applica la differenza, e l’azienda paga il trattamento fino alla prima decorrenza utile della pensione (anche nell’ipotesi in cui sia spostata di qualche mese rispetto a quanto previsto, per effetto appunto degli incrementi delle aspettative di vita).

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Il piano di esodo nel contratto di espansione

Per applicare il contratto di espansione bisogna presentare un piano di esodo annuale al ministero. E’ possibile presentarne uno solo per ciascuna annualità (2022 e 2023). Solo in casi eccezionali, «caratterizzati da platee particolarmente numerose di lavoratori, è possibile prevedere, nel contratto di espansione, due piani di esodo (e, conseguentemente, due diverse date presunte di risoluzione dei rapporti di lavoro) in riferimento alla medesima annualità».

Restano le regole fin qui applicate: nel piano vanno indicati il numero massimo di lavoratori interessati e la data di presunta risoluzione del rapporto di lavoro. Quest’ultima, per i piani riferiti al 2022 non può essere successiva al 30 novembre prossimo, e per i piani 2023 al 30 novembre 2023. Il datore di lavoro presenta poi domanda all’INPS, accompagnata dalla presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi versamento della prestazione spettante al lavoratore.

Requisiti dei datori di lavoro

Il datore di lavoro non deve necessariamente essere un’impresa, l’unico paletto è rappresentato dal requisito dimensionale (almeno 50 dipendenti). Il limite dimensionale è riferito sia al singolo datore di lavoro sia alle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con unica finalità produttiva o di servizi, per le quali il calcolo complessivo della forza lavoro deve tenere conto dei lavoratori in forza a soggetti giuridici diversi e autonomi, secondo le modalità di computo indicate nel messaggio 2419 del 25 giugno 2021.

La prestazione è riconosciuti anche utilizzando i Fondi di solidarietà bilaterali, senza bisogno di cambiare il regolamento del Fondo nel caso in cui non preveda questa fattispecie.