Risparmio energetico, proroga detrazione del 55%?

di Alessandro Vinciarelli

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Parere positivo del Governo sul rinnovo del sistema di incentivi alle fonti rinnovabili, compresa l'agevolazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica. Un emendamento ne chiede l'introduzione strutturale

Buone notizie per chi attendeva la proroga del Bonus Energia, ossia il rinnovo delle detrazione del 55% per il risparmio energetico: la Commissione Industria della Camera ha infatti presentato un ordine del giorno – nell’esame del disegno di legge Stabilità 2011 (DDL 3778/C)- accolto dal Governo e che invita a «dare seguito al sistema di incentivi alle fonti rinnovabili, anche in grado di promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, e a riconfermare la misura fiscale ai fini della riqualificazione energetica degli edifici, trasformandola in intervento strutturale».

Entro il 31 dicembre, infatti, si concluderà il periodo di validità della precedente iniziativa, impedendo dopo tale data la detraibilità su futuri lavori e progetti.

Dunque, a tre anni dall’avvio del precedente incentivo, è ora fondamentale stabilire una proroga capace di estendere la possibilità di usufruire dell’aliquota del 55% per gli interventi con il miglior rapporto tra costo e risparmio energetico realizzato.

A confermarlo il Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico, Stefano Saglia, che ha spiegato le intenzioni del Governo, definendo «le fonti rinnovabili una risorsa essenziale per il Paese, pertanto degne di una opportuna incentivazione».

Inoltre, la Commissione Ambiente della Camera ha raccomandato «di prorogare in maniera stabile gli incentivi per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli edifici». Il tutto, per gli ovvi benefici diretti per consumatori e aziende, compresa la piccola e media impresa.

Anche il PD ha presentato un emendamento alla manovra economica di bilancio per rendere permanente l’agevolazione del 55%, includendo nella detrazione anche gli interventi per messa in sicurezza anti-sismica.

Di fatto, gli investimenti green sul mercato sono stati significativi, ed una nuova scelta istituzionale che non li penalizzi è necessaria. D’altra parte, finora sono stati finora investiti 8 miliardi di euro per circa 600mila interventi pubblici. Con le azioni 2010 si dovrebbe arrivare a quota 11,1 mld.