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Superbonus villette, verso proroga SAL a fine settembre

di Redazione PMI.it

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Superbonus villette con SAL entro settembre: proroga attesa nel decreto Aiuti con le novità sulla quarta cessione del credito, tracciabilità dal 1° maggio.

Si delineano nuovi cambiamenti alle regole sul Superbonus per gli interventi sulle villette: resta il termine del 31 dicembre 2022 per l’accesso alla detrazione o credito del 110% per le unità monofamiliari, ma lo stato di avanzamento lavori (SAL) pari almeno al 30% dell’intervento complessivo dovrebbe slittare dal termine del 30 giugno al 30 settembre. In pratica, la proroga annunciata da giorni trova consistenza nella nuova scadenza: fine settembre.

Ci sono poi altre novità in ambito bonus edilizi, in primis la quarta cessione del credito, da poco annunciata ma già in odor di correttivi. Vediamo tutto.

Superbonus villette: proroga SAL al 30 settembre

La risoluzione di maggioranza sul DEF (Documento di Economia e Finanza) approvata alla Camera, impegna il Governo a spostare la scadenza di fine giugno per il SAL del Superbonus  villette. E sembra probabile, in base alle anticipazioni ma anche in considerazione dei tempi relativamente stretti, che la proroga venga inserita all’interno del decreto Aiuti, che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri entro il 29 aprile. Si tratta del provvedimento da 5-6 miliardi (ma non si esclude che le risorse siano più consistenti), che conterrà le nuove misure per fronteggiare le emergenze economiche legate alla guerra in Ucraina.

=> Superbonus villette e quarta cessione: le novità nel Decreto Aiuti

Nuove scadenze Superbonus

La norma cambierebbe nel seguente modo.

  • Il Superbonus per lavori edilizi di riqualificazione energetica o antisismici ammessi ad agevolazione in condominio, nelle unità immobiliari degli edifici o in edifici fino a quattro unità immobiliari resta prorogato fino al 2025, con il noto decalage: al 110% fino alla fine del 2023, al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.
  • Il Superbonus per le unità mono-familiari (villette) resterebbe invece utilizzabile al 110% fino al 31 dicembre 2022 purché si concluda il primo SAL del 30% dei lavori non più entro fine giugno (con tanti cantieri bloccati è una scadenza troppo stringente) ma con ogni probabilità almeno fino a fine settembre.

Quarta cessione del credito edilizio

Per quanto riguarda le cessioni del credito, si va verso un’ulteriore flessibilità della quarta cessione appena introdotta con la legge di conversione del Decreto Energia – Bollette. La formulazione approvata alle Camere prevede che, dopo le prime tre cessioni attualmente consentite, possa intervenirne un’altra, che però deve necessariamente essere la quarta (quindi, è consentita solo se sono già state effettuate le tre precedenti).

L’ipotesi su cui si lavora è quella di eliminare alcuni elementi di rigidità, per esempio togliendo il paletto sopra descritto sulla quarta cessione. In pratica, si pensa a portare a quattro il numero totale delle cessioni possibili, che sarebbero così modulate:

  • la prima verso qualsiasi soggetto,
  • altre due solo verso banche e soggetti vigilati,
  • un’altra solo da parte delle banche verso propri correntisti.

Cessione credito frazionato

Si parla anche della possibilità di introdurre un frazionamento del credito cedibile, per esempio per annualità (attualmente, la cessione deve riguardare l’intero credito fiscale).

Nuove regole dal 1° maggio

Nel frattempo, dal primo maggio scattano le novità previste dalla legge di conversione del Sostegni ter, con la tracciabilità delle cessioni. In pratica, a partire dalla prima operazione di cessione del credito, viene assegnato un codice univoco, il cosiddetto bollino blu, che resta invariato per tute le successive operazioni possibili. Viene così assicurata la tracciabilità di tutte le operazioni legate a un preciso intervento edilizio, rendendo più difficili operazioni fittizie.

Attenzione: il bollino blu si applica solo nel caso in cui la prima cessione sia successiva al prossimo primo maggio. Stesso discorso per la quarta cessione del credito: a prescindere dalle modifiche attese, relative alla maggior flessibilità, le quattro cessioni sono possibili solo nel caso in cui la prima operazione sia successiva al primo maggio. I lavori per i quali sono già state effettuate precedenti cessioni del credito, continuano a seguire le vecchie regole, che consentono solo tre cessioni (anche eventualmente successivo allo sconto in fattura).