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Superbonus e cessione crediti: cosa prevedono i programmi elettorali

di Redazione PMI.it

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Superbonus e crediti edilizi: ecco cosa propongono i partiti nei programmi elettorali in vista delle elezioni politiche 2022.

Tra i temi caldi della campagna elettorale c’è anche il Superbonus, assieme al più vasto quadro delle detrazioni edilizie e della cessione dei crediti fiscali. Si tratta di un nodo spinoso, che riguarda tanto i consumatori quanto le imprese e gli istituti di credito, da mesi impantanati nelle limitazioni burocratiche volte a contenere gli abusi di uno strumento importante per l’economia del Paese e che, secondo l’attuale legislazione, è destinato a concludersi entro fine 2024.

Oltre agli abusi edilizi, il problema di fondo legato al Superbonus è quell0 della sostenibilità finanziaria per le casse dello Stato. Motivo per cui l’attuale Governo ha calendarizzato un décalage della detrazione IRPEF spettante sui lavori di riqualificazione energetica, che si riduce da qui al 2024 per poi tornare alle aliquote ordinarie dal 2025.

Vediamo cosa ne pensano i partiti in vista del voto per le Politiche 2022.

Superbonus e detrazioni edilizie nei programmi elettorali

I partiti hanno tutti presentato i loro programmi elettorali ma soltanto in alcuni di questi si citano i bonus edilizi. E fra quelli che lo fanno, le posizioni dei partiti o degli schieramenti, in vista delle elezioni del 25 settembre, sono molto diverse.

Si va dalla proposta di rendere permanente il Superbonus al 110% a quella di una revisione degli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli immobili, passando per il silenzio totale su questi temi da parte di altre primarie coalizioni, che evidentemente puntano su altre priorità.

Bonus edilizi: le proposte M5S

Il partito che esplicitamente si pone come obiettivo elettorale il potenziamento dei bonus edilizi è il Movimento 5 Stelle, che propone di rendere strutturale l’attuale agevolazione al 110% e degli altri bonus edilizi (senza tuttavia spiegare dove reperire le risorse finanziarie per poterlo fare), di procedere in modo analogo con il meccanismo di cessione dei crediti d’imposta ed infine di istituire anche un nuovo Superbonus energia imprese.

Bonus edilizi: le proposte del Centrodestra

Il Centrodestra propone una razionalizzazione e un riordino degli attuali incentivi fiscali per la “riqualificazione, alla messa in sicurezza es efficientamento energetico degli immobili residenziali pubblici e privati”, pur nella “salvaguardia delle situazioni in essere”.

La Lega entra ancora di più nel dettaglio:

Si prevede un intervento sulla misura del Superbonus che garantisca garanzie per l’accesso all’agevolazione fiscale per tutti i soggetti che hanno già maturato il diritto. Rendere il Superbonus più coerente e applicabile, contemperando le esigenze di contenimento degli oneri a carico dello Stato con quelle di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico degli edifici, rispondendo agli interessi e alle preoccupazioni di proprietari di casa, imprese e tecnici.

Ancora:

Si propone per le villette la rimozione del vincolo del SAL (Stato Avanzamento Lavori) a settembre, mentre per le prime case e in bassa classe energetica interventi anche dal 2023 ma con décalage dell’incentivo; per gli alloggi ex Iacp la riduzione SAL lavori dal 60% al 30% del 30 giugno 2023 e la proroga dal 2023 al 2025 ove i lavori è necessario affidarli con gara; semplificazioni per la cessione del credito, possibile anche per i piccoli importi, nel trasferimento dalle banche ai clienti.

Anche Forza Italia si muove sullo stesso solco, proponendo di rendere strutturale il Sismabonus.

Bonus edilizi: le proposte del Centrosinistra

Nè la coalizione che fa capo al PD né l’accoppiata Renzi-Calenda si sono espressi programmaticamente su questi temi. Nei rispettivi programmi non ci sono riferimentiai bonus edilizi e neppure nei programmi dei singoli partiti (Azione e Italia Viva).