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Bonus in Edilizia: primi correttivi alla bozza di Manovra

di Redazione PMI.it

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La Legge di Bilancio approvata dal CdM arriverà in Parlamento con delle modifiche rispetto alla bozza di Governo: le anticipazioni per il settore Edilizia.

L’imminente passaggio in Parlamento del disegno di Legge di Bilancio potrebbe apportare importanti correttivi alla bozza di Manovra portata in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre. Le anticipazioni riguardano molteplici capitoli della Finanziaria 2022, in particolare in ambito Pensioni (con il ritorno ai requisiti anagrafici attuali per l’Opzione Donna) e Fisco, con una serie di modifiche agli incentivi in Edilizia, sia per quanto riguarda il Superbonus (platea dei beneficiari e requisiti, che al momento vede una stretta per i soggetti diversi da Condomini e IACP) sia per quanto concerne le modalità di fruizione (che nella bozza di Manovra, dal 2022 ritornerebbero ad essere quelle standard per molti degli attuali bonus oggi fruibili con diverse opzioni).

Correttivi al Ddl Bilancio 2022

Analizziamo in dettaglio cose viene richiesto e cosa è possibile che venga concesso. Le proposte della politica e del mondo produttivo, in particolare le associazioni di categoria del settore Edile, sono le seguenti:

  • Superbonus: eliminazione della soglia ISEE per il Superbonus 2022 destinato alle abitazioni non condominiali (villette ecc.), ossia del nuovo requisito inserito assieme a quello dell’abitazione principale per gli immobili unifamiliari oggetto di lavori trainanti e trainati, ma su questo fronte non sembra ci siano ampi margini per una modifica immediata;
  • Bonus casa: proroga delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito anche per le altre detrazioni edilizie oltre a quella del 110%; la modifica è già stata annunciata e dovrebbe dunque essere accolta, mantenendo inalterata per il 2022 la possibilità di cedere il credito a terzi (o al fornitore stesso) e di ottenere in alternativa uno sconto in fattura (ossia uno sconto immediato sui lavori) per tutti i bonus edilizi che nel 2021 lo prevedono.

Superbonus

Nel primo caso, si tratterebbe di abolire il paletto ISEE (che nelle anticipazioni è fissato a 25mila euro) per le unità immobiliari unifamiliari. L’altro requisito al momento richiesto è quello che si tratti di abitazioni “prime casa“. La richiesta è quella di mantenere l’agevolazione attualmente prevista fino al 31 dicembre invece che, come ora previsto dalla bozza di Manovra, solo fino a giugno 2022. Il compromesso dovrebbe essere quello di mantenere il paletto prima casa ed eliminare quello ISEE dal testo finale della Legge di Bilancio 2022, ma soltanto dopo che sarà concluso l’iter parlamentare: significa che i paletti restano nel disegno di legge e che il compito di eliminarli, se sarà possibile, spetterà agli emendamenti da presentare e far approvare.

Bonus Casa

La bozza di Manovra economica esclude al momento la possibilità di optare per la cessione del credito e per sconto in fattura per i bonus edilizi diversi dal 110%. Nella versione emendata della Legge di Bilancio, dunque, si mira a prorogare la doppia opzione anche per Ecobonus ordinario (quello standard, con detrazione a partire dal 65%), Bonus Facciate (che in Manovra scende dall’attuale 90% ad un più contenuto 70%) e Bonus Ristrutturazione (il consueto sgravio IRPEF al 50% per interventi di recupero edilizio).

Considerata la diffusione di questi interventi, che oltre al Superbonus hanno letteralmente fatto volare il settore Costruzioni nel 2021, la richiesta è quella di consentire ai beneficiari delle detrazioni d’imposta di utilizzare questi due strumenti che, da un lato alimentano il mercato del libero scambio dei crediti fiscali, dall’altro permettono ai titolari del beneficio di portare avanti i lavori senza dover attendere i tempi tecnici a fruire dei vantaggi sulle tasse previste.

Ebbene, non si esclude che il testo della bozza di Manovra che arriverà in Parlamento possa già incamerare la proroga delle due opzioni anche per le altre detrazioni edilizie diverse dal Superbonus e attualmente ammesse. Se così non fosse, toccherà agli emendamenti il compito di spuntarla.

In base alle anticipazioni, tuttavia, la modifica sarà effettuata ancor prima che la bozza di Manovra entri in Senato, blindando così la doppia opzione. La proroga potrebbe anche essere anticipata da un decreto legge che introduca in parallelo dei meccanismi di controllo preventivo per evitare abusi e potenziali frodi.