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APe Social, punti critici dopo il decreto

di Barbara Weisz

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APe Social strutturale ed estesa ad inoccupati e autonomi che chiudono l'attività commerciale: prime richieste al Governo, ma il decreto non è ancora neppure in vigore.

APe Social strutturale e ulteriori passi avanti sulla Riforma Pensioni: sono le richieste dei sindacati e del presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, a margine della firma dei decreti attuativi APe Social e Precoci (ancora attesi in Gazzetta Ufficiale), che secondo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, avranno

«potenziali effetti positivi sul ricambio generazionale in azienda e quindi sulle opportunità di ingresso al lavoro per i giovani».

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Attuazione Riforma Pensioni

Come ricorda Poletti ai sindacati, del pacchetto previdenziale inserito in Legge di Stabilità, sono già attivi:

  • No-tax area, uniformata per tutti i pensionati a quella dei lavoratori dipendenti.
  • Cumulo gratuito dei periodi contributivi non coincidenti in gestioni diverse, incluso riscatto di laurea, ai fini delle pensioni di vecchiaia e anticipate.
  • Niente penalizzazioni in caso di pensionamento anticipato prima dei 62 anni di età.
  • Ottava salvaguardia esodati.
  • Opzione Donna estesa alle lavoratrici dipendenti nate nell’ultimo trimestre del 1958 (e del 1957 per quelle autonome)
  • Aumento trattamenti pensionistici di importo basso.
«Il prossimo luglio, i pensionati con redditi fino a 1,5 volte il trattamento minimo INPS percepiranno la quattordicesima aumentata del 30%; e, inoltre, verrà erogata anche ai pensionati con redditi fino a due volte il trattamento minimo».

Manca un tassello importante, ovvero l’APe volontaria, su cui non vengono fornite indicazioni precise relative ai tempi di approvazione del Dpcm attuativo.

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Richieste

Secondo Cesare Damiano, l’APe Social «andrà resa strutturale, superando la prevista sperimentazione in vigore soltanto fino al 2018». Altra richiesta: proseguire il confronto Governo sindacati con particolare attenzione al tema delle pensioni dei giovani.

La Cgil, invece, insiste su una serie di punti critici relativi all’APe Social, partendo dall’esclusione dei disoccupati che hanno perso il lavoro per scadenza del contratto a termine (al momento non inclusi) o che non hanno diritto agli ammortizzatori sociali.

La Uil si esprime favorevolmente anche all’inclusione dei lavoratori autonomi che hanno cessato l’attività commerciale. Ricordiamo che si tratta di temi già discussi con il Governo nell’ambito della trattative aperta sulla Riforma Pensioni, ma che i sindacati puntano a riproporre, ad esempio nell’ambito della conversione in legge della manovra bis.

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