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Pensioni, interrogazione su Opzione Donna

di Redazione PMI.it

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Pensioni: in attesa della risposta del Governo l'interrogazione sulla proroga dell'Opzione Donna proposta dalla Lega Nord in Commissione Lavoro alla Camera al ministro Poletti.

Ad aprire alla possibilità di proroga dell’Opzione Donna è stato un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 (articolo 1, comma 281 della legge 208/2015), ma solo a patto che dai dati relativi al monitoraggio della sperimentazione dell’Opzione Donna risultasse un residuo di risorse rispetto ai fondi stanziati dal Governo. Nonostante tale possibilità di proroga per l’accesso al regime sperimentale anche dopo il 31 dicembre 2015 dovesse essere comunicata, secondo le previsioni, da Governo e INPS entro il 30 settembre 2016 alle Camere, ancora non sono noti i piani dell’Esecutivo.

=> Opzione Donna con assegno ridotto

In questi giorni la Lega Nord ha presentato un’interrogazione in Commissione Lavoro alla Camera al Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, proprio per avere chiarimenti sulle intenzioni del Governo circa l’estensione del regime sperimentale Opzione Donna oltre il 2015. In particolare l’interrogazione mira a conoscere l’ammontare delle risorse avanzate, visto che secondo le stime per la proroga sarebbero necessari, per dare accesso all’Opzione Donna a 36mila lavoratrici da qui al 2022, circa 2,5 miliardi di euro.

Dunque entro il 13 ottobre il Governo dovrà rendere noto se vi sono o meno i margini per una proroga regime sperimentale che, lo ricordiamo, offre la possibilità alle lavoratrici dipendenti, anche del pubblico impiego, con 57 anni e 3 mesi di età (58 anni e 3 mesi le autonome) e 35 di contributi, di chiedere la pensione anticipata in cambio di un ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo, quindi meno conveniente. I requisiti devono, attualmente, essere maturati entro la data del 31 dicembre 2015, indipendentemente dalla data di decorrenza della pensione.

L’interrogazione chiede quindi di conoscere:

«A quanto ammontino le risorse del cosiddetto “contatore” e se sia negli intenti del Governo confermare la loro destinazione all’estensione del “Opzione Donna” introdotto dalla legge Maroni del 2004, ovvero il Governo, con l’espressione “di iniziative analoghe” contenuta nella disposizione di riferimento citata in premessa, intenda destinare i risparmi ad altre misure e, in tal caso, a quali».

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