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Esodati e appello INPS: Fornero, soluzione in due tempi

di Barbara Weisz

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Fornero annuncia una possibile soluzione in due tempi per la copertura degli esodati esclusi dal decreto in arrivo rispondendo all'appello INPS e alle accuse della Cgil, che chiede un confronto urgente.

Si riaccende il dibattito sugli esodati: a chiedere una soluzione unica per garantire una copertura per tutti i lavoratori (e non solo i 65mila salvaguardati dal decreto previsto del Governo) c’è anche l’INPS, in base alle cui stime la platea degli esodati è di 130mila persone, il doppio dei “fortunati” che verranno tutelati dal decreto in arrivo.

Il presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza, Antonio Mastrapasqua, ha rivolto un appello all’Esecutivo, a cui ha immediatamente risposto il ministro del Lavoro Elsa Fornero: una “eventuale” soluzione si cercherà soltanto in un successivo momento, con la collaborazione delle parti sociali.

Appello INPS

Il botta e risposta in sede di presentazione della Relazione annuale INPS. «Si deve trovare una soluzione che valga per tutti» ha dichiara Mastrapasqua, che pur difende la riforma delle pensioni: «le singole criticità che si possono produrre non devono oscurare il valore di una riforma, di una nuova norma di legge» che in vari passaggi definisce «dura, severa, equa e coraggiosa».

E tuttavia va risolto il capitolo esodati, che come noto riguarda chi ha sottoscritto accordi per uscire dal lavoro e ora per effetto del prolungamento dell’età pensionabile si trova senza stipendio nè pensione.

«Nei processi di transizione chi è colto a metà del suo passaggio personale non può e non deve essere dimenticato o trascurato» anzi «deve essere assistito e garantito» assicurando «il dovuto sostegno», che viene definito «un atto di giustizia, di legalità e di democrazia».

La replica Fornero

Ribadendo una posizione ormai più volte chiarita, il ministro del Lavoro ha confermato la linea fin qui perseguita: «sappiamo che il decreto per i 65mila è una soluzione parziale ma dà una risposta in tempi brevi a chi è in difficoltà e ha incertezze, ed è meglio che cercare una soluzione in tempi lunghi per tutti, anche per chi non è in questa situazione».

Poi, continua il ministro «insieme alle parti sociali, si cercherà una soluzione per gli altri».

La protesta dei sindacati

La reazione dei sindacati è stata particolarmente aspra.

Per la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, la soluzione in due tempi rappresenta un «disprezzo nei confronti delle persone, il ministro parla senza sapere di cosa parla». Quindi, «o si trova una soluzione o è meglio che si sospenda subito la riforma degli ammortizzatori sociali  perché le misure proposte non reggerebbero la situazione».

Fornero, a breve giro di posta, controbatte nuovamente assicurando che il Governo «non è né cieco né sordo ai problemi del Paese» e intende risolvere il problema. Il decreto in arrivo contiene questa indicazione: «sul decreto per i 65 mila che vengono salvaguardati si dice che non basta, che ci sono persone non incluse».

Intanto la Cisl chiede l’urgente apertura «di un confronto con il Ministero per definire le situazioni sulle quali intervenire, purché vi sia una risposta immediata ed in tempi certi alle persone coinvolte».

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