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Perequazione pensioni: tabelle di rivalutazione 2022 e 2023

di Alessandra Gualtieri

Rivalutazione pensioni dal 2023 fino a +7,3% per adeguamento all'inflazione e conguaglio su quelle 2022 fino a +1,9%: decreto MEF e novità in Manovra.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 271 del 19 novembre 2022, il Decreto MEF sulla perequazione automatica delle pensioni , indicando il valore provvisorio dell’indice da applicarsi ai trattamenti con decorrenza 1° gennaio 2023 e la percentuale definitiva di rivalutazione per il 2022.

Vediamo dunque come si configurano gli aumenti modificati dalla Legge di Bilancio 2023 che prevede una rimodulazione dell’aumento previsto.

Perequazione automatica pensioni

  • Rivalutazione pensioni dal 1° gennaio 2022: +1,9%.
  • Rivalutazione pensioni dal 1° gennaio 2023: +7,3% salvo conguaglio.

N.B.: Le percentuali di rivalutazione da applicarsi alle pensioni che godono di indennità integrativa speciale (prevista dalla legge 27 maggio 1959, n. 324) sono determinate separatamente.  L’indennità nella Gestione Pubblica dal 1° gennaio 2022 è pari a 804,56 euro (in tredicesima 784,56 euro).

Rivalutazione pensioni: Tabelle INPS

I criteri di perequazione per l’anno 2022 hanno previsto una rivalutazione del trattamento pensionistico, secondo tre indici di perequazione (al 100%, al 90% e al 75%), in base alla fascia di importo in cui il singolo trattamento pensionistico ricade. L’indicizzazione è stata applicata in forma progressiva per scaglioni, prendendo a riferimento un trattamento minimo di 515,58 euro (importo annuo pari a 6.829,94 euro).

Rivalutazioni 2022 provvisorie

A partire dalla rata di gennaio 2022 le pensioni e i limiti di reddito perequati sono stati adeguati all’1,6%, ossia applicando quello che era la percentuale provvisoria di aumento per adeguamento all’inflazione. Di conseguenza sono stati erogati i seguenti aumenti provvisori percentuali ai trattamenti previdenziali:

In base a questo meccanismo, per il 2022 è stata applicata una rivalutazione provvisoria di importo variabile, in base alla percentuale provvisoria stabilita a novembre 2021.

Rivalutazioni 2022 definitive

Il decreto MEF di questo novembre 2022 ha portato la percentuale definitiva della rivalutazione a 1,9%: sarà dunque questo l’indice che si applicherà a conguaglio per le pensioni già erogate nel 2022, portando la minima 2022 a 524 euro. L’applicazione in tre fasce vedrà pertanto una rivalutazione pari a:

  • 1,90% per trattamenti fino a 4 volte il minimo;
  • 1,710% per trattamenti comprese tra 4 e 5 volte il minimo;
  • 1,425% per trattamenti superiori a 5 volte il minimo.

Perequazione pensioni 2023

Applicando il nuovo indice provvisorio stabilito dal MEF per le pensioni decorrenti dal 2023, se ne deduce che tutti i trattamenti di competenza a partire dal 1° gennaio 2023 saranno rivalutati prendendo a riferimento tale l’indice (pari a 7,3%), sempre che il prossimo novembre (quando sarà decretato l’indice di perequazione automatica definitivo) non scatti un ulteriore aumento, dovuto alla corsa inflazionistica che potrebbe far aumentare ancora gli importi delle pensioni, applicando in quel caso una rivalutazione a conguaglio sui trattamenti 2023 già erogati.

La Manovra economica 2023 cambia però fasce e aliquote di applicazione dell’indice ISTAT, introducendo nuovi scaglioni.

In base alle anticipazioni (sulle fasce intermedie non ci sono stati annunci ufficiali)

  • Indicizzazione delle pensioni minime (525 euro oggi) al 120%.
  • Rivalutazione fino a 4 volte il minimo al 100%.
  • Rivalutazione fino a 5 volte il minimo al 80%.
  • Rivalutazione tra 5 e 6 volte il minimo al 55%.
  • Rivalutazione tra 6 e 8 volte il minimo al 50%.
  • Rivalutazione tra 8 e 10 volte il minimo al 40%.
  • Rivalutazione oltre 10 volte il minimo al 35%.

Per capire in quale fascia si ricade, bisogna prendere a riferimento la misura del trattamento minimo, per in base alle nuove disposizioni arriva a 570 euro. Sempre in base alle anticipazioni, questa perequazione si applicherà per il prossimo biennio (2023-2024).

=> Calcolo decorrenza pensione online

NB. Dagli importi rivalutati, vanno sottratti gli anticipi già goduti, nei casi spettanti, concessi in questi mesi (da ottobre a fine anno, tredicesima pensione compresa) come sostegno al caro prezzi.