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Cumulo pensione, paletti Inarcassa

di Barbara Weisz

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Cumulo contributi: per il pro rata retributivo Inarcassa richiede ai suoi professionisti i requisiti minimi per la pensione di vecchaia, altrimenti scatta il calcolo contributivo.

Ingegneri e architetti che decidono di applicare il cumulo contributi, se non hanno anche il requisito minimo previsto da Inarcassa per la pensione di vecchiaia, avranno l’intera pensione calcolata con il sistema contributivo. Lo prevede il nuovo Regolamento della cassa di previdenza, in base al quale si applica il pro rata (riconoscendo le quote retributive) a chi ha anche l’età per la pensione di vecchiaia.

Cumulo professionisti

Il cumulo dei contributi per gli iscritti alle casse dei professionisti, introdotto dalla Legge di Stabilità 2017, sta diventando operativo dopo la firma dell’accordo quadro fra gli istituti previdenziali privati e l’INPS, a cui stanno seguendo le singole convenzioni.

La regola generale è che, nel momento in cui il professionista esercita il cumulo per la pensione, ogni istituto calcola e paga la propria quota pro rata. Quindi, le regole con cui viene effettuato il calcolo dell’assegno previdenziale dai singoli istituti è rilevante ai fini della convenienza del cumulo.

=> Cumulo pensione professionisti, dettagli operativi

Pro quota Inarcassa

Il nuovo regolamento Inarcassa prevede che la propria quota venga determinata con il pro rata solo nel caso in cui il professionista abbia maturato un’anzianità contributiva almeno pari a quella necessaria per la pensione di vecchiaia.

Il requisito deve essere maturato con i versamenti Inarcassa (non sommando anche quelli versati nelle altre gestioni interessate dal cumulo): per chi va in pensione nel 2018 è pari a 66 anni di età e 32 anni e sei mesi di contributi. Quindi, coloro che chiedono il cumulo per la pensione sommando, per ipotesi, contributi INPS e contributi Inarcassa, se non hanno almeno 60 anni di età e 32 anni e sei mesi versati a Inarcassa, avranno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo.

Pro quota INPS

Come è noto, per gli iscritti INPS le regole sono diverse: se ci sono almeno 18 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995, il calcolo è interamente retributivo (con l’eccezione dei contributi versati dal 2012, per i quali si applica sempre il contributivo). Se invece i contributi versati prima del 1996 non raggiungono i 18 anni, il calcolo viene effettuato pro rata, quindi retributivo fino al primo gennaio 1996 e contributivo successivamente. Coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 hanno la pensione interamente contributiva.

In pratica, le regole Inarcassa rendono contributivi tutti coloro che, quando si ritirano esercitando il cumulo, non hanno maturato il requisito minimo per la pensione di vecchiaia.

Ricordiamo anche che, in base alle regole previste dalla circolare INPS 140/2017 sul cumulo contributivo per la pensione, i 18 anni di contributi anteriori al 1996 che danno diritto al calcolo retributivo devono essere tutti versati all’istituto di previdenza, non rilevano invece i versamenti nelle casse private.