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Gentiloni, calendario Pensioni 2017

di Noemi Ricci

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Pensioni, ecco il calendario dei lavori relativi al pacchetto di misure per la riforma del sistema previdenziale che il Governo Gentiloni dovrà rispettare nel 2017.

Cambiano le redini del Governo ma proseguono gli impegni già inseriti in agenda dal vecchio Esecutivo: tra questi, gli importanti appuntamenti con il sistema previdenziale italiano, ovvero l’attuazione delle norme contenute nel pacchetto pensioni della Legge di Stabilità 2017. Sono ben sei i decreti attuativi attesi entro il 1° marzo 2017. Poi è prevista anche una seconda fase di confronto con i sindacati sui correttivi da apportare alla Riforma delle Pensioni Fornero.

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Entro il 1° marzo dovrà essere emanato il decreto attuativo dell’APE Volontario da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministro dell’Economia e delle Finanze. In particolare andranno definiti la quota parte dell’assegno che potrà essere riscossa in anticipo, le modalità di finanziamento e di restituzione del prestito pensionistico, nonché il ruolo delle banche, dell’INPS e delle assicurazioni. Dovranno poi essere predisposti i modelli per la presentazione dell’istanza di accesso al prestito.

Stessa scadenza anche per i Dpcm relativi all’APE sociale e alla quota 41, che dovranno definire le platee dei lavoratori beneficiari e la documentazione da produrre.

Gli altri tre decreti attuativi attesi riguardano le semplificazioni in tema di documentazione per l’accesso ai benefici previsti per i lavori usuranti, i fondi di solidarietà del settore bancario e del credito cooperativo e i nuovi criteri di accesso al sostegno per l’inclusione attiva (SIA) nonchè le modalità di prosecuzione della sperimentazione dell’assegno di disoccupazione (ASDI) oltre l’attuale termine del 31 dicembre 2016.

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Il confronto con i sindacati sulle pensioni, previsto dall’accordo quadro dello scorso 28 settembre, riguarderà soprattutto lo sviluppo della previdenza integrativa e la riforma del sistema di calcolo contributivo per adeguarlo alle esigenze del mondo del lavoro di oggi, caratterizzato da giovani con redditi bassi e discontinui.