Detrazioni 2017 per unioni civili e coppie di fatto

Unioni civili con detrazioni fiscali complete, per coppie in convivenze di fatto bonus ristrutturazione edilizia, energia e mobili: carichi di famiglia e agevolazioni 2017.

In dichiarazione dei redditi 2017, i partner delle unioni civili sono assimilati al coniuge ai fini fiscali, anche ai fini dell’applicazione di detrazioni per familiari a carico. E’ invece diverso il discorso per le convivenze di fatto: in questo caso il partner non si può considerare come un familiare a carico, ma ci sono agevolazioni specifiche che si possono applicare, come quelle sulle ristrutturazioni edilizie.

=> Dichiarazione dei redditi: le detrazioni 2017

Oneri e spese

Vediamo cosa prevede la legge (il riferimento è la legge 76/2016) e come la attua l’Agenzia delle Entrate nel suo documento di prassi, Circolare n.7 del 4 aprile 2017, di cui riportiamo i passaggi chiave:

La legge n. 76 del 2016 – recante la “Regolamentazione delle unioni civili tra le persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze” (c.d. legge Cirinnà) – equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili, stabilendo che – fatte salve le previsioni del codice civile non richiamate espressamente e quelle della legge sull’adozione (L n. 184 del 1983) – “le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.” (art.1, comma 20).

Analoga equiparazione non è, invece, disposta per le convivenze di fatto, costituite, ai sensi dell’art. 1, commi 36 e 37, della citata legge n. 76 del 2016, tra due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.

La circolare non specifica da quando è possibile applicare le agevolazioni, così da poter quantificare correttamente, ad esempio, il numero di mesi per i quali si richiede una detrazioni per familiari a carico. Si suppone che si possa applicare al momento in cui è entrata in vigore l’equiparazione del vincolo giuridico, ossia la legge Cirinnà, enttrata in vigore il 5 giugno 2016.

Unioni civili e dichiarazione congiunta

L’unione civile riguarda due persone dello stesso sesso, che si uniscono mediante una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e a due testimoni. Si tratta di un’istituzione molto simile al matrimonio, che la legge italiana ha introdotto per dare ai gay molti dei diritti previsti per i coniugi. L’unione civile è attestata da specifico documento, e consente alle due parti di assumere lo stesso cognome. Sul fronte fiscale, tutti i diritti previsti per il coniuge si applicano anche ai partner dell’unione civile. Quindi, per esempio, è possibile presentare la dichiarazione in forma congiunta, barrando le relative caselle (dichiarante e dichiarazione giunta per il dichiarante, e coniuge dichiarante per il partner).

=> Dichiarazione congiunta con 730 precompilato

Carichi di famiglia in unione civile

Per quanto riguarda le detrazioni, quelle che spettano anche ai familiari fiscalmente a carico possono essere utilizzate anche dai partner in unione civile, se non separati. La “separazione” fra i partner in unione civile è regolamentata dall’articolo 24 della legge 76/2016, in base al quale avviene quando le parti hanno manifestato, anche disgiuntamente, la volontà di scioglimento davanti all’ufficiale di stato civile. La domanda viene poi presentata dopo tre mesi dalla data in cui è stata manifestata questa volontà. Il partner in unione civile, analogamente al coniuge, può essere considerato a carico ai fini delle detrazioni fiscali anche in presenza di separazione, se continua la convivenza.

Resta fermo, in tutti i casi, il requisito di reddito che non deve essere superiore a 2mila 840,51 euro lordi. In questo limite di reddito si calcolano anche le seguenti somme: reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca, retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica, quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato, reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98), reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (art. 1, commi da 54 a 89, legge 23 dicembre 2014, n. 190).

=> Immobili e tasse per unioni civili e convivenze

Le detrazioni principali che si applicano anche ai familiari a carico sono: spese sanitarie, i premi di assicurazione, le spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, i contributi previdenziali e assistenziali. Nel caso dei coniugi, anche in unione civile, è che l’intera spesa può essere sostenuta dal partner non a carico.

Per quanto riguarda le spese sostenute per familiari non a carico affetti da patologie esenti, si applica la detrazione al 19% in relazione alla spesa sostenuta per la parte che non ha trovato capienza nell’imposta lorda dovuta dal coniuge non a carico affetto dalla patologia (che deve essere compresa fra quelle specificamente previste, consultabili nelle istruzioni alla compilazione del 730), fino a un limite massimo di 6mila 197,48 euro.La detrazione si calcola solo sulla parte in eccesso rispetto a 129,11 euro.

Convivenze di fatto

Tutte le regole sopra esposte valgono come detto per le parti in unione civile, ma non per i conviventi di fatto. La convivenza di fatto è regolamentata dagli articoli 36 e seguenti della legge, disciplina tutta una serie di diritti (malattia, ricovero, ordinamento penitenziario) ma non prevede l’equiparazione al coniuge sul fronte fiscale.

=> Bonus ristrutturazioni anche per i conviventi

Ci sono comunque detrazioni che si possono applicare anche nel caso della convivenza, come ad esempio quelle relative alle ristrutturazioni edilizie e al bonus energia. In questo caso, anche il convivente di fatto può utilizzare la detrazione, se però risulta co-intestatario dell’immobile oppure titolare di un altro diritto (come il comodato). Se sussistono queste condizioni, il convivente ha diritto alla detrazione per la parte di spesa sostenuta. Si tratta delle detrazioni pari al 50 e 65% rispettivamente per ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica, e del bonus mobili al 10% per gli immobili oggetto di ristrutturazione agevolata. Un riferimento di prassi utile in questo caso è la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 64/E del 2016, che risponde a uno specifico quesito sul diritto a queste detrazioni per i conviventi di fatto.

=> Bonus mobili giovani coppie

Per quanto riguarda infine il bonus mobili giovani coppie, previsto per l’anno di imposta 2016  è la legge stessa a prevederne l’applicabilità anche alle convivenze more uxorio, purché facciamo parte della stessa famiglia anagrafica da almeno tre anni. Si tratta della detrazione al 10%, su una spesa massima di 16mila euro, prevista dalla Legge di Stabilità 2016 (comma 75 legge 208/2016), per le giovani coppie (almeno uno dei due partner deve avere al massimo 35 anni) che acquistano un immobile come prima casa.

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