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Pensioni: esodati chiedono ottava salvaguardia

di Francesca Vinciarelli

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Il nuovo appello degli esodati al ministro del Lavoro Poletti: necessaria un'ottava salvaguardia e il rispetto degli impegni presi in Parlamento.

Ancora una lettera-appello della Rete dei Comitati degli Esodati per richiamare l’attenzione del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a fronte dell’intervento di quest’ultimo sulle ipotesi e richieste di modifica al sistema previdenziale, sollecitate da numerosi parlamentari durante il question-time al Senato.

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Nella lettera le associazioni degli esodati ricordano al ministro che, ad oltre 4 anni dall’entrata in vigore della Riforma delle Pensioni Fornero che ha generato il problema degli esodati, sono ancora troppi (24mila) i lavoratori che rimasti senza alcun reddito e senza pensione. Gli esodati ricordano inoltre che sia il ministro che il Presidente del Governo, Matteo Renzi, hanno più volte assicurato che avrebbero risolto il problema con la Legge di Stabilità, prima con la manovra 2015, poi con quella 2016, invece poi la questione è stata sempre rimandata.

Legge Stabilità 2016

Ora la Rete dei Comitati degli Esodati rimarca che la “Vertenza Esodati” poteva essere chiusa già l’autunno scorso quando il ministro Poletti e Padoan (Economia) avevano preso l’impegno formale in Parlamento per tale volontà ed obiettivo con la Legge di Stabilità 2016, infatti:

  • sussisteva la certezza del loro numero: 49.500 certificati dal suo Ministero al Parlamento in risposta ad una interrogazione;
  • sussistevano le risorse per le coperture finanziarie rinvenienti dai residui accantonati nel Fondo Esodati così come previsto da una legge dello Stato, la n.228 del 2012;
  • sussisteva la volontà politica del Parlamento, che si era già pronunciato unitariamente, a partire dalla intera Commissione Lavoro della Camera che aveva elaborato una prima ipotesi di settima salvaguardia, e dello stesso Renzi che aveva dato personali assicurazioni per tutti i 49.500 in una intervista televisiva.

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Poi però con la Legge di Stabilità 2016 è stata salvaguardata sola la metà degli esodati, lasciando nell’incertezza 24 mila esodati. In più, sottolineano gli esodati:

«Circostanza ancor più grave, si sono utilizzati ben 941 milioni del Fondo Esodati (Legge 208/2015 Art. 1, c. 273, c. 281e c. 289 oltre alla L.9/2016, “Misure urgenti per interventi nel territorio”Art. 13 ed Art. 17, lett. m) per ben altri e diversi fini dalla salvaguardia degli “esodati”, come invece sancisce la legge».

Ora, le parole del ministro Poletti, confermano il timore già manifestato più volte dalla Rete dei Comitati degli Esodati:

«Con le Sue parole di ieri si assiste inequivocabilmente ad un ulteriore rinvio della soluzione complessiva dell’ingiustizia presumibilmente nella Legge di Stabilità 2017».

Un ulteriore rinvio ritenuto inaccettabile perché sussistono tutte le precondizioni per approvare immediatamente un ottavo e definitivo provvedimento di salvaguardia per tutti i 24.000 esodati attualmente rimasti esclusi.

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Richieste

In conclusione gli esodati si appellano al ministro del Lavoro per un urgente incontro durante il quale poter esternare le loro richieste:

  • un intervento urgente sull’INPS affinché chiuda sollecitamente il monitoraggio delle salvaguardie aperte (sesta e settima);
  • un fermo sollecito al Ministero delle Finanze per l’immediato reintegro delle risorse distratte dal Fondo Esodati e per la rapida approvazione di un ottavo provvedimento di salvaguardia per tutti gli oltre 24.000 esclusi.

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