Rivalutazione pensioni 2020

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Paolo chiede

Ho letto il vostro articolo “Pensione minima e assegno sociale: importi 2020” del 2 Dicembre 2019 e vorrei qualche chiarimento.
L’articolo dice che è confermata la perequazione all’1,1% stimata lo scorso anno per il 2019; ma che per il 2020 il decreto del Ministero delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 novembre ha fissato la percentuale di rivalutazione delle pensioni allo 0,4%. Non capisco la differenza fra la percentuale stimata e quella fissata.

Barbara Weisz risponde

E’ una questione molto tecnica, in sostanza significa che non ci sono correzioni da fare rispetto a quanto stimato lo scorso anno, mentre dal prossimo primo gennaio si applica l’aumento dello 0,4%.

Mi spiego meglio: ogni anno viene stabilita da apposito decreto ministeriale la rivalutazione delle pensioni, stimandola in base ai dati previsionali. L’anno successivo, nel caso in cui l’inflazione reale si discosti dalle quella che era stata prevista, viene effettuato il conguaglio. E contemporaneamente viene comunicato quale tasso di perequazione si applica all’anno successivo, sempre in base alle stime ISTAT.

Applicando questa regola, il decreto del ministero dello scorso 15 novembre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 novembre 2019, conferma la perequazione applicata nel 2019, pari all’1,1% (quindi, non ci saranno conguagli da fare in questo senso), e annuncia il tasso di adeguamento che verrà applicato dal primo gennaio 2020, che è pari allo 0,4%.

In pratica, quindi, dal prossimo primo gennaio le pensioni verranno rivalutate dello 0,4%.  Ricordiamo che la perequazione avviene in base a una serie di regole precise, e che è completa (quindi effettivamente pari allo 0,4%) solo per i trattamenti fino a quattro volte il minimo, mentre è parziale, in base a un preciso meccanismo, per gli assegni di importo superiore.