di Anna Fabi
La cedolare secca sugli affitti è il regime opzionale che consente al proprietario di un immobile abitativo di tassare il canone con un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali. La scelta può alleggerire il prelievo fiscale ma non è ammessa in tutti i casi e produce effetti precisi anche sul contratto, a partire dalla rinuncia agli aggiornamenti del canone per tutta la durata dell’opzione.
Prima di optare per la cedolare secca bisogna verificare chi può applicarla, quali immobili rientrano, quali contratti sono ammessi e quali conseguenze produce rispetto al regime ordinario. Le regole e aliquote della cedolare secca nel 2026 prevedono poi indicazioni specifiche, soprattutto nei casi di canone concordato e locazioni brevi. L’opzione va esercitata correttamente in sede di prima registrazione o nelle annualità successive, usando il modello RLI per la registrazione del contratto di affitto. Accanto al profilo fiscale restano gli adempimenti, sul piano dichiarativo e di quello delle scadenze e versamenti. Nelle sezioni che seguono entreremo nel dettaglio delle regole aggiornate con le novità del 2026, per arrivare poi ad aspetti più pratici per calcolare la convenienza e scegliere consapevolmente se adottare o meno questo regime.
- Cedolare secca sugli affitti: cos'è e come funziona
- Cedolare secca: chi può scegliere il regime
- Immobili ammessi alla cedolare secca
- Cedolare secca: quali inquilini rientrano nel regime
- Locazioni brevi e cedolare secca
- Aliquote della cedolare secca e base imponibile
- Cedolare secca sugli affitti: quando conviene
- Cedolare secca: come si esercita l’opzione
- Come registrare il contratto con cedolare secca
- Quanto dura l’opzione per la cedolare secca
- Cedolare secca in caso di contitolarità
- Cedolare secca: quando si paga
