Aliquote della cedolare secca e base imponibile
La cedolare secca applica al canone di locazione un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e, nei casi previsti, anche delle imposte di registro e di bollo sul contratto. L’opzione può essere esercitata dal locatore persona fisica per immobili abitativi e relative pertinenze locate congiuntamente.
Aliquote della cedolare secca
Le aliquote cambiano in base al tipo di contratto:
- il 21% si applica ai contratti di locazione a canone libero;
- il 10% si applica ai contratti a canone concordato, nei casi previsti dalla legge;
- per le locazioni brevi l’aliquota è pari al 26%, con riduzione al 21% per i redditi riferiti ai contratti stipulati per una sola unità immobiliare per ciascun periodo d’imposta, individuata dal contribuente in dichiarazione.
Base imponibile e calcolo dell’imposta
La base imponibile della cedolare secca è costituita dal canone di locazione annuo stabilito dalle parti. Su questo importo si applica l’aliquota prevista dal contratto e dal tipo di locazione:
- l’imposta si calcola sul canone indicato nel contratto;
- non sono previste deduzioni di costi, spese o oneri sostenuti dal locatore;
- non si applicano gli abbattimenti previsti nel regime IRPEF ordinario;
- l’imposta sostitutiva prende il posto, nei casi previsti dalla disciplina, anche dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo sul contratto.
Il risultato è un sistema di tassazione più lineare rispetto al regime ordinario, ma da valutare sempre tenendo conto del tipo di contratto, dell’aliquota applicabile e degli effetti complessivi sul rapporto di locazione.

