di Anna Fabi
L’accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata nel 2026 segue i requisiti ordinari senza nuovi adeguamenti alla speranza di vita. La Circolare INPS n. 28 del 16 marzo scorso ha invece recepito l’aumento dei requisiti pensionistici per il biennio 2027-2028, applicato gradualmente secondo le disposizioni della Legge di Bilancio.
Dal 2029 entrano poi in gioco le nuove stime RGS sull’età pensionabile, elaborate sullo scenario demografico Istat mediano base 2024. Le proiezioni indicano ulteriori aumenti fino al 2035, mentre i requisiti effettivi saranno determinati sulla base della speranza di vita accertata a consuntivo dall’Istat.
- Pensione di vecchiaia ordinaria 2026
- Adeguamento alla speranza di vita: requisiti e stime fino al 2035
- Canali agevolati e diritti cristallizzati nel 2026
- Requisiti speciali: lavori usuranti, Legge Amato e contributivi puri
- Pensione anticipata ordinaria: requisiti, finestre e scatti
- Contributivi puri: requisiti per l’uscita a 64 anni
Requisiti pensione 2026: vecchiaia a 67 anni e 20 anni di contributi
Nel 2026 la pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi per la generalità dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) e alle forme sostitutive ed esclusive. I requisiti sono:
- requisito anagrafico, 67 anni di età per uomini e donne, dipendenti e autonomi;
- requisito contributivo, almeno 20 anni di contributi versati o accreditati;
- importo soglia, per chi ha iniziato a versare dal 1° gennaio 1996 la pensione deve raggiungere almeno l’importo dell’assegno sociale previsto per l’anno di riferimento.
Dal 2027 il requisito anagrafico sale a 67 anni e 1 mese e dal 2028 a 67 anni e 3 mesi, secondo l’adeguamento alla speranza di vita recepito dalla Circolare INPS n. 28/2026.
Deroghe e contributivi puri
Per i lavoratori contributivi puri, privi di anzianità contributiva precedente al 1° gennaio 1996, è prevista anche la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia a 71 anni con almeno 5 anni di contribuzione effettiva, indipendentemente dall’importo dell’assegno maturato.
Uscita anticipata nel 2026: requisiti ordinari e canale contributivo
Nel 2026 la pensione anticipata ordinaria può essere raggiunta indipendentemente dall’età anagrafica con i requisiti contributivi previsti dalla Legge Fornero:
- uomini, 42 anni e 10 mesi di contributi, pari a 2.227 settimane;
- donne, 41 anni e 10 mesi di contributi, pari a 2.175 settimane.
Per la generalità dei lavoratori si applica una finestra mobile di tre mesi tra la maturazione del requisito contributivo e la decorrenza del trattamento. Per gli iscritti alle gestioni pubbliche CPDEL, CPS, CPI e CPUG la finestra è invece di cinque mesi per i requisiti maturati nel 2026, sette mesi nel 2027 e nove mesi dal 2028.
Dal 2027 anche i requisiti contributivi per l’anticipata ordinaria aumentano con l’adeguamento alla speranza di vita: servono 42 anni e 11 mesi agli uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne; dal 2028 salgono rispettivamente a 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese.
Esiste inoltre la pensione anticipata contributiva, che nel 2026 consente l’uscita a 64 anni con almeno 20 anni di contribuzione effettiva, con esclusione della contribuzione figurativa, e una prima rata di pensione pari almeno a 3 volte l’assegno sociale. La soglia scende a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per quelle con due o più figli.
Canali agevolati 2026: APE Sociale, Quota 41 e lavori usuranti
Nel 2026 continuano ad applicarsi alcune forme di pensionamento flessibile o agevolato destinate a categorie tutelate, con requisiti e termini specifici:
- APE Sociale, prorogata fino al 31 dicembre 2026 dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199, spetta dai 63 anni e 5 mesi a disoccupati, caregiver, invalidi civili almeno al 74% e addetti a lavori gravosi, con un’indennità fino a 1.500 euro lordi mensili; le domande di verifica dei requisiti sono previste entro il 31 marzo, il 15 luglio e, come ultima scadenza dell’anno, il 30 novembre 2026, secondo la Circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026;
- Quota 41 precoci, con 41 anni di contributi nel 2026 per chi possiede almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni e rientra in una delle categorie tutelate; dal 2027 il requisito sale a 41 anni e 1 mese, mentre i lavoratori precoci addetti alle mansioni esentate dall’adeguamento alla speranza di vita mantengono il requisito di 41 anni;
- lavori usuranti, con accesso agevolato ai sensi del Decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67 e senza adeguamento alla speranza di vita anche per il biennio 2027-2028; per chi matura i requisiti nel 2027 il termine ordinario per la domanda di riconoscimento era fissato al 1° maggio 2026 dal Messaggio INPS n. 1188 del 2 aprile 2026.
Flessibilità in uscita: cristallizzazione del diritto
Nel 2026 Quota 103 e Opzione Donna non sono state prorogate per la maturazione di nuovi requisiti. Possono continuare ad accedere alle misure coloro che avevano già perfezionato le condizioni richieste entro le rispettive scadenze:
- Quota 103, utilizzabile anche nel 2026 da chi ha compiuto 62 anni e maturato 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2025, con assegno calcolato interamente con il sistema contributivo;
- Opzione Donna, accessibile alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti entro il 31 dicembre 2024 e possiedono le condizioni soggettive richieste dalla disciplina.
Finestre di uscita e decorrenza INPS
La decorrenza della pensione varia in base alla misura e alla gestione previdenziale. Per la pensione anticipata ordinaria la finestra è generalmente di tre mesi, mentre per gli iscritti CPDEL, CPS, CPI e CPUG arriva a cinque mesi per i requisiti maturati nel 2026, sette mesi nel 2027 e nove mesi dal 2028; altre forme di pensionamento prevedono termini differenti.
Date di decorrenza e requisiti e opzioni di uscita nel 2026 possono essere confrontati utilizzando il simulatore di calcolo pensione per stimare la data di pensionamento e l’importo dell’assegno in base alla propria posizione contributiva.
