di Noemi Ricci
Con la Legge di Bilancio 2026 è stato rimesso in campo un meccanismo “vecchia scuola” ma con regole nuove: la maggiorazione delle quote di ammortamento fiscale per investimenti in beni strumentali legati alla trasformazione digitale in ottica Industria 4.0 e, in alcuni casi, anche destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili
Il beneficio consiste in un iperammortamento, ossia nell’incremento della base su cui calcolare l’ammortamento deducibile, con un vantaggio fiscale che si concretizza nel tempo sotto forma di minori imposte, seguendo il piano di ammortamento del bene.
Ma come si entra nella misura e quando l’investimento si considera effettuato? Rispetto agli iper-ammortamenti storici, infatti, l’accesso non è più automatico. È invece previsto un percorso con comunicazioni e certificazioni trasmesse per via telematica con modelli standardizzati, con modalità che saranno definite da decreto MIMIT-MEF.
Prima ancora di parlare di aliquote, quindi, conviene mettere a fuoco tre domande: l’impresa rientra tra i soggetti ammessi? l’investimento rientra tra i beni agevolabili? la tempistica consente di collocare correttamente consegna, collaudo, entrata in funzione e interconnessione?
La misura, sotto il profilo soggettivo, è aperta ai titolari di reddito d’impresa, senza distinzione per forma giuridica, settore o dimensione. Esistono però alcune esclusioni, come le attività che non determinano un reddito d’impresa “analitico” e i contribuenti in regimi che non dialogano con la logica dell’ammortamento. In più, l’agevolazione è subordinata a condizioni di conformità che, nella pratica, diventano il primo filtro: il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e regolarità contributiva verso i lavoratori.
Il nuovo iper-ammortamento presidia un arco netto, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Vi devono rientrare: consegna o spedizione per gli acquisti in proprietà, consegna del bene (o collaudo positivo se contrattualmente previsto) nel leasing, ultimazione e accettazione per gli appalti, stati di avanzamento per i SAL, imputazione dei costi per le realizzazioni in economia. È su questa griglia che si decide se la spesa “sta dentro” al periodo agevolato. Altra condizione chiave: la maggiorazione non si applica agli investimenti che beneficiano del credito d’imposta Industria 4.0 relativo al 2025, incluso il caso in cui l’investimento sia stato prenotato entro il 31 dicembre 2025 con ordine accettato e acconto almeno pari al 20% e consegna entro il 30 giugno 2026.
Quanto alla misura del beneficio, la maggiorazione è stata costruita per scaglioni di investimento, con intensità decrescente:
- 180% fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni;
- 50% oltre 10 e fino a 20 milioni.
Tuttavia, la riduzione di imposta prodotta dall’iper-ammortamento non abbassa automaticamente la base di acconto IRPEF/IRES nel calcolo 2026, perché l’imposta di riferimento è quella che si sarebbe determinata senza l’agevolazione.
Nelle prossime schede spieghiamo come come si procede, passo dopo passo, per accedere all’iperammortamento 2026.
- Quadro normativo e regole della misura
- Chi può accedere e chi resta escluso
- Condizioni preliminari e verifiche interne
- Beni 4.0 agevolabili e requisiti di interconnessione
- Beni per autoproduzione da fonti rinnovabili e requisiti UE/SEE
- Tempistiche e momento di effettuazione dell’investimento
- Procedura di accesso con comunicazioni e certificazioni
- Come si calcola il beneficio con esempi numerici
- Scritture fiscali e dichiarazione dei redditi
- Coordinamento con credito d’imposta 4.0 e casi di prenotazione 2025
- Checklist documentale e controlli prima della chiusura bilancio
