I migliori mutui per liquidità a tasso variabile
Il mutuo liquidità a tasso variabile parte da una rata iniziale diversa rispetto al fisso ed è legato all’andamento dell’Euribor. È quindi una soluzione da valutare con prudenza, anche perché la finalità liquidità non è collegata all’acquisto dell’abitazione e comporta condizioni più onerose rispetto ad altre tipologie di mutuo. Le simulazioni si riferiscono alla rilevazione del 7 agosto 2026, ultima disponibile per questo segmento.
1. ING – Mutuo Arancio a Tasso Variabile
- Finalità: liquidità;
- Importo simulato: 75.000 euro;
- Durata: 20 anni;
- Tasso variabile: 4,27%, pari a Euribor 3 mesi + 1,75%;
- TAEG: 4,77%;
- Rata mensile: 458,58 euro;
- Spese iniziali: istruttoria 1.300 euro, perizia 350 euro;
- Modalità: gestione online.
2. BNL – Gruppo BNP Paribas – Mutuo Variabile Liquidità Plus Edition
- Finalità: liquidità;
- Importo simulato: 75.000 euro;
- Durata: 20 anni;
- Tasso variabile: 4,61%, pari a Euribor 1 mese + 2,40%;
- TAEG: 5,32%;
- Rata mensile: 478,95 euro;
- Spese iniziali: istruttoria 937,50 euro, perizia 350 euro.
3. Mediobanca Premier – Mutuo Variabile
- Finalità: liquidità;
- Importo simulato: 75.000 euro;
- Durata: 20 anni;
- Tasso variabile: 5,24%;
- TAEG: 5,79%;
- Rata mensile: 504,96 euro;
- Profilo: istituto già operante come CheBanca! fino al gennaio 2024.
Confronto tra mutui liquidità a settembre 2026
Tutti i mutui sono di 75mila euro e durata 20 anni.
| Banca e prodotto | Tipo tasso | Rata | TAEG |
|---|---|---|---|
| BNL – Mutuo Spensierato Liquidità Plus Edition | fisso | 456,46 euro | 4,74% |
| ING – Mutuo Arancio Tasso Fisso | fisso | 503,98 euro | 5,98% |
| Mediobanca Premier – Mutuo Fisso | fisso | 533,87 euro | 6,51% |
| ING – Mutuo Arancio a Tasso Variabile | variabile | 458,58 euro | 4,77% |
| BNL – Mutuo Variabile Liquidità Plus Edition | variabile | 478,95 euro | 5,32% |
| Mediobanca Premier – Mutuo Variabile | variabile | 504,96 euro | 5,79% |
Nel confronto tra i mutui liquidità il TAEG è il dato principale perché misura il costo complessivo dell’operazione. Oltre al tasso vanno considerati spese di istruttoria e perizia, durata del piano, importo richiesto, valore dell’immobile dato in garanzia e sostenibilità della rata rispetto al reddito disponibile. Sui variabili di questo segmento gli spread arrivano a 2,40 punti sopra l’Euribor, per cui un rialzo dell’indice si trasferisce sulla rata partendo da un livello già elevato.
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