Carte di credito prepagate a confronto: la classifica per tipologia
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Carte di credito prepagate a confronto: la classifica per tipologia

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Carte di credito
Carte prepagate ricaricabili, usa e getta, con IBAN, contactless e revolving: confronto tra costi, funzionalità e vantaggi. La top 3 di marzo.

di Anna Fabi

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Le carte prepagate sono carte di pagamento su cui viene caricato in anticipo il denaro da utilizzare per acquisti online, pagamenti nei negozi fisici e, quando previsto dal contratto, prelievi di contante. A differenza della carta di credito, l’emittente non anticipa una somma da rimborsare in un secondo momento: la spesa avviene entro il saldo disponibile sulla carta.

Di seguito analizziamo le principali tipologie di carte prepagate oggi disponibili: ricaricabili, monouso, virtuali, fisiche, contactless e con IBAN. Il confronto aiuta a distinguere le diverse funzioni, i costi da controllare e le differenze rispetto alle carte di debito e alle carte di credito, così da scegliere lo strumento più adatto alle proprie esigenze di pagamento.

Indice
  1. Carte prepagate ricaricabili: costi e limiti a confronto
  2. Carte ricaricabili, monouso e virtuali usa e getta: cosa cambia
  3. Carte prepagate con IBAN: funzioni, costi e limiti da verificare
  4. Carte prepagate contactless: come funzionano
  5. Prepagate con IBAN e conto corrente: le differenze
  6. Tabella comparativa delle carte prepagate: differenze, limiti e funzionalità

Come funzionano le carte prepagate

La carta prepagata funziona come uno strumento di pagamento a saldo anticipato: prima viene caricata una somma, poi l’importo disponibile viene ridotto a ogni acquisto, prelievo o altra operazione autorizzata. Se il saldo non è sufficiente, la transazione viene rifiutata oppure non può essere completata.

Le prepagate possono essere utilizzate nei negozi fisici, sui siti di e-commerce e presso gli sportelli automatici, se la carta lo consente. Il funzionamento dipende dal circuito di pagamento, dalle condizioni applicate dall’emittente e dai limiti previsti dal contratto, che possono riguardare importi massimi caricabili, soglie di spesa, prelievi e numero di ricariche.

Una categoria specifica è rappresentata dalle carte prepagate con IBAN, spesso chiamate anche carte conto. Questi strumenti permettono, oltre ai pagamenti con carta, anche alcune operazioni tipiche di un conto di pagamento, come l’invio e la ricezione di bonifici o, quando previsto, l’addebito diretto SEPA. Restano però prodotti diversi da un conto corrente tradizionale, perché le funzionalità disponibili dipendono dal contratto sottoscritto.

Molte carte prepagate sono disponibili anche in versione virtuale, pensata soprattutto per gli acquisti online, oppure in versione fisica e contactless per i pagamenti presso i POS. Le app collegate alla carta consentono di consultare saldo e movimenti, ricaricare lo strumento, impostare limiti di utilizzo e bloccare la carta in caso di furto, smarrimento o operazioni sospette.

I fattori da considerare per scegliere la carta prepagata

Prima di scegliere una carta prepagata conviene leggere il foglio informativo e confrontare costi, limiti e funzioni effettivamente disponibili. Le condizioni possono cambiare molto da un emittente all’altro, soprattutto per ricariche, prelievi, pagamenti all’estero e servizi collegati all’IBAN.

  • costi della carta: vanno verificati eventuale costo di emissione, canone mensile o annuo, commissioni di ricarica, costi di prelievo e spese per operazioni in valuta diversa dall’euro;
  • modalità di ricarica: alcune carte si ricaricano via app, bonifico, sportello ATM, home banking, tabaccheria o punto vendita convenzionato; la scelta dipende dalla frequenza d’uso e dalla comodità del canale disponibile;
  • presenza dell’IBAN: una carta con IBAN consente di ricevere e inviare bonifici e, se previsto, di gestire accrediti e addebiti diretti, ma non sempre offre tutte le funzioni di un conto corrente;
  • uso online o fisico: le carte virtuali sono adatte agli acquisti su internet, mentre le carte fisiche servono anche per pagamenti nei negozi, prelievi e utilizzo contactless presso i POS abilitati;
  • limiti di utilizzo: occorre controllare saldo massimo caricabile, importo massimo per singola operazione, tetti giornalieri o mensili di spesa e limiti sui prelievi;
  • sicurezza e controllo: app, notifiche in tempo reale, blocco temporaneo della carta, autenticazione forte per i pagamenti online e assistenza in caso di furto o smarrimento incidono sulla qualità del servizio;
  • uso all’estero: per viaggi e acquisti fuori dall’area euro vanno confrontati costi di cambio, commissioni sui prelievi e accettazione del circuito internazionale.
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