I dati che INPS e Agenzia delle Entrate caricano nella DSU
I dati precompilati dal Fisco e dall’Istituto coprono la parte reddituale e patrimoniale della dichiarazione, mentre l’anagrafica del nucleo continua a essere autocertificata dal dichiarante salvo che sia già disponibile negli archivi INPS. Le informazioni che il cittadino trova già caricate e può confermare, modificare o integrare sono:
- il canone di locazione della casa di abitazione;
- i patrimoni mobiliari, con saldi e giacenze medie dei rapporti finanziari;
- i patrimoni immobiliari posseduti in Italia;
- i redditi rilevanti ai fini IRPEF;
- i trattamenti erogati dall’INPS esenti da IRPEF.
Per i trattamenti INPS e per le componenti già dichiarate al Fisco il valore assunto è quello risultante dagli archivi, senza possibilità di modifica da parte del dichiarante. Su tutte le altre voci la correzione è ammessa e sotto la responsabilità di chi sottoscrive.
L’anno di riferimento dei dati patrimoniali è il secondo anno precedente a quello di presentazione: nella DSU presentata nel 2026 i valori dei rapporti finanziari e degli immobili sono quelli posseduti al 31 dicembre 2024.
Esiste poi un termine che nella pratica manda a monte più procedure di quanto si creda. I dati precompilati trasmessi dall’Agenzia delle Entrate devono essere accettati o modificati entro tre mesi dalla loro ricezione: scaduto il termine senza conferma, l’INPS li cancella e non sono più utilizzabili, con la conseguenza che la precompilazione va richiesta da capo. In tutti i casi il dichiarante deve comunque indicare gli ulteriori dati del Foglio componente, che continuano a essere autodichiarati.
