Dichiarazione infedele: le due soglie di rilevanza penale
La dichiarazione infedele diventa reato quando ricorrono congiuntamente le soglie previste dall’articolo 4 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74: l’imposta evasa deve superare 100.000 euro per singola imposta e gli elementi attivi sottratti all’imposizione devono superare il 10% dell’ammontare dichiarato oppure 2 milioni di euro.
Quando entrambe le condizioni sono soddisfatte, la pena prevista è la reclusione da due anni a quattro anni e sei mesi. Il semplice superamento di uno solo dei limiti quantitativi non integra quindi questa fattispecie penale.
Nel calcolo operano specifiche esclusioni per la valutazione di elementi effettivamente esistenti e per alcune violazioni riferite ai criteri di competenza, inerenza e deducibilità. Non assumono inoltre rilevanza le valutazioni che, considerate complessivamente, differiscono da quelle corrette in misura inferiore al 10%.
Le soglie oggi applicabili sono quindi inferiori a quelle riportate nella precedente versione della card, che indicava ancora 150.000 euro di imposta evasa e 3 milioni di imponibile sulla base della disciplina precedente.
