Dichiarazione fraudolenta: fatture false e altri artifici
La dichiarazione fraudolenta comprende due fattispecie: l’utilizzo in dichiarazione di fatture o documenti relativi a operazioni inesistenti e il ricorso ad altri artifici idonei a ostacolare l’accertamento e indurre in errore l’Amministrazione finanziaria.
Nel primo caso, disciplinato dall’articolo 2 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, la pena ordinaria è la reclusione da quattro a otto anni. Se gli elementi passivi fittizi indicati in dichiarazione sono inferiori a 100.000 euro per periodo d’imposta, la pena va da un anno e sei mesi a sei anni.
La dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, disciplinata dall’articolo 3, richiede invece il superamento congiunto di più condizioni: l’imposta evasa deve essere superiore a 30.000 euro e gli elementi attivi sottratti all’imposizione devono superare il 5% degli elementi dichiarati oppure 1,5 milioni di euro.
La fattispecie comprende anche crediti e ritenute fittizi superiori al 5% dell’imposta oppure, in valore assoluto, a 30.000 euro. Per questo reato la reclusione va da tre a otto anni.
