Tolleranze costruttive dal 2 al 6 per cento della superficie
Il decreto introduce una maggiore tolleranza per le difformità edilizie, permettendo la regolarizzazione di scostamenti dai parametri urbanistici del titolo abilitativo entro le percentuali fissate dall’art. 34-bis, comma 1-bis del DPR 380/2001, sempre che l’intervento sia stato ultimato entro il 24 maggio 2024.
Le soglie sono inversamente proporzionali alla superficie utile assentita, e questo è il punto su cui si sbaglia più spesso: un’abitazione di 92 metri quadrati beneficia della tolleranza del 5%, mentre una di 120 metri quadrati scende al 4%, perché supera la soglia dei 100 metri quadrati. Sul fronte delle altezze, il TAR ha ritenuto rientrante nella tolleranza uno scostamento di 13-20 centimetri su un fabbricato di 92 metri quadrati alto 12,06 metri, dove il 5% corrisponde a circa 60 centimetri.
La maggiore flessibilità riduce il contenzioso edilizio e facilita la circolazione degli immobili, offrendo ai proprietari la possibilità di regolarizzare situazioni che in precedenza avrebbero comportato sanzioni o demolizioni. La Cassazione (sent. n. 23915/2026) ha però escluso che il regime delle tolleranze possa coprire nuova volumetria realizzata in prosecuzione di opere ancora abusive.
