Buoni pasto in busta paga e costi a confronto
Facciamo un esempio, assumendo per il calcolo un dipendente nel secondo scaglione IRPEF con aliquota marginale al 33%, contributi a carico del lavoratore al 9,19%, contributi a carico del datore attorno al 30% e IRES al 24%.
| Voce | Importo mensile |
|---|---|
| Costo azienda via buono pasto elettronico | 44 euro |
| Costo azienda via buono pasto, al netto dell’IRES | circa 33 euro |
| Aumento lordo necessario per 44 euro netti | circa 72 euro |
| Costo azienda via aumento retributivo | circa 94 euro |
| Costo azienda via aumento, al netto dell’IRES | circa 71 euro |
Sono ordini di grandezza: l’aliquota marginale effettiva sale per l’effetto delle detrazioni decrescenti e i contributi datoriali variano per settore e dimensione. Il rapporto fra le due strade regge comunque, e il costo aziendale del buono pasto si colloca sotto la metà di quello di un aumento che produca lo stesso netto.
Il calcolatore dello stipendio netto di PMI.it permette di fare il conto sui parametri della propria azienda, a partire dal reddito del dipendente e dall’aliquota marginale effettiva, e di confrontare il netto prodotto da un aumento retributivo con i 2.200 euro annui esenti erogabili in forma di buono pasto elettronico.
Le voci dell’offerta prima di scegliere
Il confronto fra emittenti si basa sulle condizioni di servizio. Le voci contrattuali sono poche:
- lo sconto effettivo sul valore facciale e le commissioni di servizio fatturate all’azienda, distinte dal prezzo dei buoni;
- il minimo d’ordine, la frequenza di riordino e i tagli disponibili, che vincolano la scelta del valore facciale;
- la durata di validità dei buoni emessi e il trattamento di quelli scaduti o non utilizzati;
- la copertura della rete convenzionata sugli indirizzi delle sedi aziendali, verificata sul territorio e non sul dato nazionale;
- l’accettazione fuori dalla pausa pranzo, la sera e nei giorni festivi, che dipende dalle condizioni applicate all’esercente;
- i tempi di rimborso agli esercizi convenzionati, che determinano quanti locali accettano quel circuito;
- la gestione di smarrimento, blocco e sostituzione della card e l’assegnazione a chi lavora fuori sede o da remoto.
